11.   Considerazioni Conclusive

 

I risultati della ricerca condotta hanno fornito una serie di informazioni sulla Piemontese ampia ed estremamente completa.  

Anzitutto emerge un quadro di descrizione molto dettagliato dell'allevamento della Piemontese per quanto riguarda le caratteristiche strutturali (Sau, fabbricati, manodopera, riparto colturale), l'alimentazione del bestiame (razioni, analisi degli alimenti, parametri nutrizionali), le caratteristiche degli animali (pesi, Bcs, misure somatiche) ed i loro parametri riproduttivi (fertilità, difficoltà di parto, precocità riproduttiva, valore genetico), nonchè i diversi indirizzi produttivi (mungitura, linea vacca-vitello, ciclo chiuso).

Da questa analisi viene confermato lo stretto legame della Piemontese con il territorio ed il buon rapporto con l'ambiente, attestato dall'elevato ricorso alla foraggicoltura prativa. Queste stesse caratteristiche, unite al limitatissimo ricorso all'acquisto di alimenti di provenienza extra-aziendale, conferiscono alla filiera produttiva della Piemontese quelle caratteristiche di rintracciabilità e di sicurezza alimentare che sono oggi di particolare interesse per i consumatori. Si tratta quindi di un primo passo verso la descrizione e l'interpretazione della realtà, la cui logica prosecuzione sarebbe un'analisi approfondita dell'efficienza economica delle aziende.

  Per quanto gli obiettivi specifici del progetto si riportano per punti le relative conclusioni.

  - Bcs: si è provveduto a mettere a punto un sistema analitico di stima specifico per la Piemontese, che ha fornito alcuni riscontri importanti in termini di relazione coi parametri riproduttivi delle bovine (si vedano i capitoli 7 e 9 relativi alle analisi statistiche). I risultati ottenuti sono da considerarsi un primo passo ed hanno evidenziato la necessità di un affinamento e di una attenta formazione dei rilevatori. Si ritiene utile proseguire nello sviluppo del metodo e nella sua applicazione in campo.

  - Peso (stima visiva): la definizione del metodo di rilievo e la formazione dei rilevatori sono risultati più semplici rispetto a quelle del Bcs dal momento che è stato possibile verificare oggettivamente la precisione della stima. Come conseguenza i rilievi hanno dimostrato una precisione soddisfacente e la stessa formazione dei tecnici risulta più agevole. Il metodo può essere utilizzato per rilievi ponderali nelle stalle ad esempio nell'ambito delle valutazioni morfologiche previste dal Libro Genealogici, contribuendo ad un ulteriore affinamento nella stima del valore genetico degli animali per l'accrescimento.

I risultati ottenuti hanno portato ad una revisione dei parametri di riferimento per la Razza, rivelando che il peso medio delle vacche è intorno a 600 kg e non 550 kg come riportato sinora sulle Norme Tecniche ed inoltre alla stima di una curva di crescita delle femmine che si ritiene valida e che costituisce uno strumento di riferimento per la razza Piemontese.

  - analisi dei foraggi: hanno fornito valori di riferimento per i differenti areali nei quali è stata condotta la ricerca, integrando la banca dati regionale e allo stesso tempo contribuendo ad una più precisa definizione degli apporti nutritivi delle razioni osservate.

  - gli apporti nutritivi per la vacca e la manza Piemontese: è stato possibile misurare in modo sufficientemente preciso gli apporti in un campione di aziende ampio e tecnicamente significativo di una realtà valida. Possono quindi costituire una base di riferimento operativa per allevatori e tecnici, colmando una lacuna sinora esistente nelle informazioni. Riteniamo siano necessari approfondimenti ulteriori al fine di evidenziare legami con i parametri di efficienza riproduttiva ed economica.

  - la manze Piemontese e l'avvio alla carriera riproduttiva: la situazione oggettiva degli allevamenti, nei quali le manze sono in numero limitato, spesso gestite in modo promiscuo con le vacche adulte e non sempre facilmente identificabili, ha influito sulla quantità e sulla qualità delle informazioni disponibili. Come conseguenza l'analisi statistica non ha evidenziato le attese relazioni tra parametri nutrizionali, condizione corporea delle bovine e parametri riproduttivi. Pare tuttavia degno di ulteriori approfondimenti il ruolo dell'amido contenuto nella razione e la sua relazione con le difficoltà di parto, i cui valori sono risultati superiori nelle razioni ricche di tale componente.

  - la vacca Piemontese e i parametri riproduttivi: si evidenziano legami significativi tra le difficoltà di parto ed alcune modalità di gestione delle bovine. Dal punto di vista alimentare apporti nutritivi non eccessivamente energetici e tali da non indurre fenomeni di adipogenesi e conseguente ingrassamento della vacca e del redo consentono di limitare l'insorgenza delle distocie: in quest'ottica sembra promettente lo studio delle relazioni tra il contenuto in amido della razione e il livello di difficoltà di parto. Il pascolamento si rivela essere una pratica vantaggiosa dal punto di vista del contenimento dei problemi al parto in virtù, da un lato dei moderati apporti energetici garantiti dal consumo dell'erba, dall'altro del positivo effetto legato al movimento e alla ginnastica funzionale. In questo senso simili risultati si ottengono anche con la stabulazione libera in luogo di quella a posta fissa.

Dal punto di vista della fertilità non emergono, invece, legami significativi con i principali parametri alimentari e fisiologici degli animali.  Dal momento che gli obiettivi iniziali del lavoro erano decisamente ampi, nella scelta delle aziende si è cercato di diversificare il più possibile le modalità di gestione non solo da un punto di vista del sistema di alimentazione, ma anche di altri parametri (stabulazione, mungitura, pascolamento, areale territoriale, ecc.), anche ai fini della rappresentatività del campione studiato. Come conseguenza si è venuta a registrare la presenza di molti fattori concomitanti, la cui simultanea azione può aver reso difficile evidenziare specifici effetti sui parametri di fertilità studiati. Si possono ipotizzare approfondimenti ulteriori, maggiormente mirati alla verifica di specifiche relazioni in tal senso.

  - gli aspetti genetici e le strategie di accoppiamento: è stata quantificata l'importanza degli aspetti genetici sulle difficoltà di parto e l'efficacia delle strategie selettive adottate per la Piemontese. L'utilizzo ottimale delle risorse disponibili evidenzia la necessità di servizi di assistenza per gli allevatori. Alcuni strumenti operativi sono già stati realizzati nell'ambito di questo progetto di ricerca (strategie di accoppiamento, tabella di consanguineità aziendale), è necessario tuttavia trasferire questi servizi all'operatività di campo e per far ciò è necessario individuare specifiche forme di finanziamento, in quanto, come spesso avviene in agricoltura, non è totalmente sostenibile l'onere di tali servizi solo da parte degli allevatori.

   

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