I
risultati della ricerca condotta hanno fornito una serie di informazioni
sulla Piemontese ampia ed estremamente completa.
Anzitutto
emerge un quadro di descrizione molto dettagliato dell'allevamento
della Piemontese per quanto riguarda le caratteristiche strutturali
(Sau, fabbricati, manodopera, riparto colturale), l'alimentazione
del bestiame (razioni, analisi degli alimenti, parametri nutrizionali),
le caratteristiche degli animali (pesi, Bcs, misure somatiche) ed
i loro parametri riproduttivi (fertilità, difficoltà di parto, precocità
riproduttiva, valore genetico), nonchè i diversi indirizzi produttivi
(mungitura, linea vacca-vitello, ciclo chiuso).
Da
questa analisi viene confermato lo stretto legame della Piemontese
con il territorio ed il buon rapporto con l'ambiente, attestato
dall'elevato ricorso alla foraggicoltura prativa. Queste stesse
caratteristiche, unite al limitatissimo ricorso all'acquisto di
alimenti di provenienza extra-aziendale, conferiscono alla filiera
produttiva della Piemontese quelle caratteristiche di rintracciabilità
e di sicurezza alimentare che sono oggi di particolare interesse
per i consumatori. Si tratta quindi di un primo passo verso la descrizione
e l'interpretazione della realtà, la cui logica prosecuzione sarebbe
un'analisi approfondita dell'efficienza economica delle aziende.
Per quanto gli obiettivi
specifici del progetto si riportano per punti le relative conclusioni.
- Bcs:
si è provveduto a mettere a punto un sistema analitico di stima
specifico per la Piemontese, che ha fornito alcuni riscontri importanti
in termini di relazione coi parametri riproduttivi delle bovine
(si vedano i capitoli 7 e 9 relativi alle analisi statistiche).
I risultati ottenuti sono da considerarsi un primo passo ed hanno
evidenziato la necessità di un affinamento e di una attenta formazione
dei rilevatori. Si ritiene utile proseguire nello sviluppo del metodo
e nella sua applicazione in campo.
- Peso
(stima visiva): la definizione del metodo di rilievo e la formazione
dei rilevatori sono risultati più semplici rispetto a quelle del
Bcs dal momento che è stato possibile verificare oggettivamente
la precisione della stima. Come conseguenza i rilievi hanno dimostrato
una precisione soddisfacente e la stessa formazione dei tecnici
risulta più agevole. Il metodo può essere utilizzato per rilievi
ponderali nelle stalle ad esempio nell'ambito delle valutazioni
morfologiche previste dal Libro Genealogici, contribuendo ad un
ulteriore affinamento nella stima del valore genetico degli animali
per l'accrescimento.
I
risultati ottenuti hanno portato ad una revisione dei parametri
di riferimento per la Razza, rivelando che il peso medio delle vacche
è intorno a 600 kg e non 550 kg come riportato sinora sulle Norme
Tecniche ed inoltre alla stima di una curva di crescita delle femmine
che si ritiene valida e che costituisce uno strumento di riferimento
per la razza Piemontese.
- analisi
dei foraggi: hanno fornito valori di riferimento per i differenti
areali nei quali è stata condotta la ricerca, integrando la banca
dati regionale e allo stesso tempo contribuendo ad una più precisa
definizione degli apporti nutritivi delle razioni osservate.
- gli
apporti nutritivi per la vacca e la manza Piemontese: è
stato possibile misurare in modo sufficientemente preciso gli apporti
in un campione di aziende ampio e tecnicamente significativo di
una realtà valida. Possono quindi costituire una base di riferimento
operativa per allevatori e tecnici, colmando una lacuna sinora esistente
nelle informazioni. Riteniamo siano necessari approfondimenti ulteriori
al fine di evidenziare legami con i parametri di efficienza riproduttiva
ed economica.
- la
manze Piemontese e l'avvio alla carriera riproduttiva: la
situazione oggettiva degli allevamenti, nei quali le manze sono
in numero limitato, spesso gestite in modo promiscuo con le vacche
adulte e non sempre facilmente identificabili, ha influito sulla
quantità e sulla qualità delle informazioni disponibili. Come conseguenza
l'analisi statistica non ha evidenziato le attese relazioni tra
parametri nutrizionali, condizione corporea delle bovine e parametri
riproduttivi. Pare tuttavia degno di ulteriori approfondimenti il
ruolo dell'amido contenuto nella razione e la sua relazione con
le difficoltà di parto, i cui valori sono risultati superiori nelle
razioni ricche di tale componente.
- la
vacca Piemontese e i parametri riproduttivi: si evidenziano
legami significativi tra le difficoltà di parto ed alcune modalità
di gestione delle bovine. Dal punto di vista alimentare apporti
nutritivi non eccessivamente energetici e tali da non indurre fenomeni
di adipogenesi e conseguente ingrassamento della vacca e del redo
consentono di limitare l'insorgenza delle distocie: in quest'ottica
sembra promettente lo studio delle relazioni tra il contenuto in
amido della razione e il livello di difficoltà di parto. Il pascolamento
si rivela essere una pratica vantaggiosa dal punto di vista del
contenimento dei problemi al parto in virtù, da un lato dei moderati
apporti energetici garantiti dal consumo dell'erba, dall'altro del
positivo effetto legato al movimento e alla ginnastica funzionale.
In questo senso simili risultati si ottengono anche con la stabulazione
libera in luogo di quella a posta fissa.
Dal
punto di vista della fertilità non emergono, invece, legami significativi
con i principali parametri alimentari e fisiologici degli animali.
Dal momento che gli obiettivi iniziali del lavoro erano decisamente
ampi, nella scelta delle aziende si è cercato di diversificare il
più possibile le modalità di gestione non solo da un punto di vista
del sistema di alimentazione, ma anche di altri parametri (stabulazione,
mungitura, pascolamento, areale territoriale, ecc.), anche ai fini
della rappresentatività del campione studiato. Come conseguenza
si è venuta a registrare la presenza di molti fattori concomitanti,
la cui simultanea azione può aver reso difficile evidenziare specifici
effetti sui parametri di fertilità studiati. Si possono ipotizzare
approfondimenti ulteriori, maggiormente mirati alla verifica di
specifiche relazioni in tal senso.
- gli
aspetti genetici e le strategie di accoppiamento:
è stata quantificata l'importanza degli aspetti genetici sulle difficoltà
di parto e l'efficacia delle strategie selettive adottate per la
Piemontese. L'utilizzo ottimale delle risorse disponibili evidenzia
la necessità di servizi di assistenza per gli allevatori. Alcuni
strumenti operativi sono già stati realizzati nell'ambito di questo
progetto di ricerca (strategie di accoppiamento, tabella di consanguineità
aziendale), è necessario tuttavia trasferire questi servizi all'operatività
di campo e per far ciò è necessario individuare specifiche forme
di finanziamento, in quanto, come spesso avviene in agricoltura,
non è totalmente sostenibile l'onere di tali servizi solo da parte
degli allevatori.