Il primo
passo del lavoro è consistito nello studio delle esigenze della singola
azienda sotto il profilo genetico.
Gli elementi
considerati sono:
- la rimonta, cioè la sostituzione delle vacche
a fine carriera con nuove fattrici. Un obiettivo generale delle aziende
è senz’altro il miglioramento della facilità di parto delle fattrici,
a fianco ci possono essere altri obiettivi quali l’aumento di taglia,
il miglioramento della muscolosità, la riduzione dei difetti alla
nascita, la correzione di problemi morfologici;
- il parto delle manze: un altro obiettivo generale
in tutte le aziende è quello di consentire alle manze di superare
il primo parto con la minor incidenza possibile di problemi, anche
a costo di rinunciare a qualcosa negli altri caratteri;
- la produzione di vitelli da ingrassare
oppure
- la produzione di vitelli da vendere a 20-30 gg
In funzione di questi obiettivi generali si può ipotizzare
uno schema di lavoro di base:
- poiché il tasso di rimonta è il 15% circa della consistenza
delle vacche e poiché metà dei nati sono maschi, poiché infine è necessario
avere un certo margine di sicurezza, sia per ovviare agli scherzi
della natura (possono nascere più maschi che femmine, per esempio)
sia per poter fare delle scelte sulle manzette, possiamo pensare di
destinare il 40%-50% di accoppiamenti alla rimonta; per questi accoppiamenti
si usano i tori della linea allevamento, evidenziati dall’Anaborapi
sul catalogo tori Buta Bin;
- poiché la rimonta è il 15% circa, questa è anche la
percentuale di manze annuale e quindi di accoppiamenti con Tori da
Manze: non si tratta solo di tori con Indice Facilità di Nascita positivo,
ma provati e positivi proprio sulle manze.;
Gli obiettivi c) e d)
si differenziano leggermente, almeno in teoria:
- si deve mediare tra esigenze di avere pochi problemi
di nascita e nello stesso tempo garantire all’allevatore buoni accrescimenti
e ottime rese in carne;
- si può dedicare un po’ più di attenzione alla facilità
di nascita.
In realtà in entrambi i casi i vitelli finiscono all’ingrasso, con la
sola differenza che nel secondo caso li ingrassa un altro allevatore.
Pertanto si può dire che il restante 35%-45% di bovine vengono accoppiate
con Tori Carne. Tra questi vale la pena inserire un 10%-20% di tori giovani,
perché:
-
i tori giovani sono più selezionati dei vecchi per la facilità
di nascita, tendono a ridurre i problemi diretti al parto (vedasi diagrammi
alle pagine precedenti);
-
i tori giovani sono selezionati anche per accrescimento e muscolosità
e tendono a migliorarli ulteriormente (cfr. Note conclusive sul Buta
Bin);
-
derivano dalle più valide linee genetiche, ma, provenendo da
stalle diverse ed essendo di generazioni più recenti, diminuiscono i
problemi di consanguineità;
-
non hanno riservato spiacevoli sorprese agli allevatori negli
ultimi 3-4 anni, da quando è in funzione l’attuale schema selettivo.
Un ulteriore obiettivo generale da proporre
agli allevatori è il contenimento della consanguineità per i motivi già
illustrati in precedenza. Da questo punto di vista lo Schema Selettivo
presta molta attenzione a mantenere un’ampia base genetica: è ovvio che
si scelgono le linee genetiche migliori e quindi si riduce la variabilità
in questo senso, ma è altrettanto vero che si selezionano linee femminili
diverse e si accelera il ricambio generazionale e questo contribuisce
a ridurre sensibilmente i problemi di consanguineità.