10.2    La situazione delle aziende sotto il profilo del valore genetico dei riproduttori e della consanguineità

 

  Gli aspetti genetici dell’allevamento della fattrice Piemontese sono stati indagati considerando anzitutto gli accoppiamenti in essere nel corso del 2001, vale a dire le gravidanze in corso. Anziché limitarci alle 58 aziende seguite, questa parte del lavoro si è basata su tutte le aziende del Libro Genealogico, poiché si disponeva dei dati in tal senso derivanti dai controlli mensili previsti del Libro Genealogico stesso.  

Situazione degli accoppiamenti in Libro Genealogico al 31.12.2001  

 

Gravidanze

Tori utilizzati

Accoppiamenti da tori F.A.

Accoppiamenti da tori aziendali

totale

71.824

1.376

63.4%

36.6%

 

 

Come si evidenzia in tabella sono 71.824 gli accoppiamenti analizzati, quelli realizzati dagli allevatori del Libro Genealogico nel corso del 2001; i tori utilizzati sono 1.376, con un rapporto di 52.2 accoppiamenti per toro. I tori di Fecondazione Artificiale sono 263, ma da soli coprono 45.552 accoppiamenti, cioè il 63.4% del totale, con un rapporto di  173 vacche/toro: per i tori aziendali tale rapporto è di 23.6.

In realtà la dispersione dei tori è molto più limitata, nel senso che pochi tori coprono la gran maggioranza delle bovine: più in dettaglio i primi 15 tori coprono circa 26.000 inseminazioni (36%) e 90 tori hanno più di 100 acoppiamenti in corso, pari a 43.636 (61% del totale).

 

Nella pagina che segue vengono riportati i primi 50 tori utilizzati negli accoppiamenti. Si può osservare che tra i primi tori figurano i principali tori da manze (2 nei primi 4), il che conferma che una delle principali precoccupazioni degli allevatori riguarda il contenimento delle difficoltà di parto. In realtà la scelta di utilizzare tori da manze anche per le vacche (vale a dire tori particolarmente validi per limitare le difficoltà di parto sulle primipare) comporta una serie di controindicazioni sugli altri caratteri produttivi e riproduttivi, in particolare sull'accrescimento, la muscolosità e l'attitudine al parto delle figlie. Di fatto, quindi, si può affermare sin d’ora che c’è un eccessivo ricorso a tali tori.

In seconda battuta si osserva anche un limitato impiego dei tori giovani: l'anno di nascita è stato evidenziato in neretto e consente di notare come i tori più giovani, frutto della selezione degli ultimi anni, sono piuttosto indietro nell'elenco. Si conferma la tendenza degli allevatori ad optare per tori molto conosciuti, e quindi piuttosto vecchi, anche se non sempre questi forniscono i migliori risultati dal punto di vista genetico come i diagrammi della pagina precedente dimostrano.  

Tori più utilizzati negli accoppiamenti (primi 50 tori) 

 

Toro

Anno di Nascita

Toro da Manze

N° Accoppiamenti

Totale Parziale

1

VIALLI

1995

 

3.258

3.258

2

UNGARO

1994

X

2.244

5.502

3

BILLY

1997

 

2.201

7.703

4

SUPREMO-ET

1992

X

2.118

9.821

5

VASCO

1995

 

2.020

11.841

6

BULL

1997

 

1.863

13.704

7

QUEBEK

1990

 

1.828

15.532

8

BIANCO

1997

 

1.738

17.270

9

TUONO

1993

 

1.594

18.864

10

BAGGIO

1997

 

1.422

20.286

11

TYSON

1993

 

1.173

21.459

12

ZAINO

1996

 

1.145

22.604

13

CAVOLO

1998

 

1.042

23.646

14

BOMBER

1997

 

1.032

24.678

15

BANCOMAT

1997

 

1.029

25.707

16

VISCHIO

1995

 

882

26.589

17

CALIN

1998

 

847

27.436

18

OSCAR

1988

X

844

28.280

19

BAFFO

1997

 

778

29.058

20

CONTE

1998

 

675

29.733

21

CROSS

1998

 

577

30.310

22

ZIVAGO

1996

 

542

30.852

23

SULTANO

1992

X

534

31.386

24

SORRISO

1992

 

469

31.855

25

SESAMO

1992

 

422

32.277

26

VIRUS

1995

 

403

32.680

27

BRASIL

1997

 

399

33.079

28

VISCONTI

1995

 

390

33.469

29

COBRA

1998

 

382

33.851

30

PANTER

1989

X

360

34.211

31

QUINTO

1990

 

335

34.546

32

ZOLFO

1996

 

300

34.846

33

QUIETO

1990

 

264

35.110

34

CLINTON

1998

 

264

35.374

35

VICTOR

1995

 

255

35.629

36

CURNAIAS

1998

 

251

35.880

37

TRISTANO

1993

 

246

36.126

38

UMAYOR

1994

 

235

36.361

39

ELIO

2000

 

216

36.577

40

DENARO

1999

 

215

36.792

41

EDEN

2000

 

214

37.006

42

ETNA

2000

 

209

37.215

43

DELPIERO

1999

 

190

37.405

44

DON

1999

 

189

37.594

45

RAGUN

1991

 

186

37.780

46

ELDORADO

2000

 

183

37.963

47

TOROS

1993

 

174

38.137

48

EREDE

2000

 

171

38.308

49

QUINZIGOLO

1990

 

169

38.477

50

DOPO

1999

 

167

38.644


Le considerazioni relative alle modalità di scelta dei tori sono state verificate anche sul piano del  valore genetico. A tal fine si sono anzitutto calcolati i valori medi degli indici genetici dei tori usati negli accoppiamenti in corso, analizzando distintamente le manze e le vacche. La tabella che segue riassume il risultato di questa elaborazione. Si ricorda che tutti gli indici sono espressi su una scala standardizzata, con estremi di popolazione indicativamente 70 e 130; il valore 100 rappresenta il valore medio della popolazione. Ogni 10 punti rappresentano una unità di deviazione standard: perciò, a titolo esemplificativo, un valore compreso tra 90 e 110 è riscontrabile nel 65% circa degli animali della Razza, mentre un valore superiore a 110 indica un soggetto nel miglior 17% circa della popolazione. 

Accoppiamenti in corso - Indici genetici dei tori  

 

Indice carne

Indice allevamento

Muscolosità

Accresci-mento

Facilità nascita

Facilità parto

Vacche

113

112

112

110

104

100

Manze

113

105

108

108

113

87

 

Si può innanzitutto osservare che il valore genetico dei tori è molto positivo ed attesta che le scelte selettive adottate sui tori trovano una buona applicazione in campo, soprattutto per il dato aggregato "carne" e per i dati di muscolosità ed accrescimento. Resta carente per ora il risultato sul profilo del parto, dove prevale ancora la ricerca di tori che riducono i problemi immediati al parto, come denota l'indice facilità nascita positivo, ma non modificano sensibilmente l'attitudine al parto delle fattrici (facilità parto = 100). In altre parole risulta ancora difficile per l'allevatore medio "progettare" la rimonta, puntando a migliorare nel tempo il valore genetico delle fattrici, è più facile adagiarsi sull'uso di tori che riducono i problemi immediati, tori con un buon indice di facilità nascita. Questo, però, tenendo presente le considerazioni teoriche iniziali, e cioè la correlazione genetica negativa tra facilità di nascita dei vitelli e facilità di parto delle future vacche, porta non solo a non migliorare la situazione delle fattrici, ma anzi a peggiorarla. I diagrammi che seguono confrontano i profili genetici dei tori della linea carne e di quelli linea allevamento e consentono di visualizzare ed apprezzare meglio questo effetto: l'uso eccessivo di tori del primo gruppo non migliora ma deprime lentamente nel tempo la capacità delle vacche di partorire, mentre un corretto riequilibrio tra tori del primo e del secondo gruppo consentirebbe di migliorare progressivamente anche sotto l'aspetto dell'attitudine materna delle vacche. Questo aspetto dell'allevamento della Piemontese è di fondamentale importanza: la Razza ha pregi indiscutibili sotto il profilo della dieteticità e della tenerezza della carne, è una risorsa del nostro territorio e in quanto tale è garanzia di salubrità e di rintracciabilità degli animali e delle loro produzioni, ma il suo sviluppo futuro è anche legato alla riduzione dei problemi di parto, sia per ragioni puramente economiche legate al costo delle distocie (spese dirette, perdita di giorni di interparto, riduzione carriera riproduttiva, ecc.), sia per motivi legati alla qualità del lavoro ed al peso causato agli allevatori dall'assistenza ai parti, sia infine per garantire una qualità di vita adeguata agli animali, che devono essere allevati con tecniche il più possibile rispettose della loro salute e del loro benessere e non essere trattate alla stregua di "macchine".  

Profilo genetico tori linea carne

 

 


Profilo genetico tori linea allevamento  

 
 
Un altro aspetto indagato nell'ambito del lavoro è stata la consanguineità, parametro che viene modificato dalla scelte riproduttive aziendali e che può incidere anche significativamente sulla produttività dell'allevamento: è noto, infatti, che l'aumento della consanguineità è di norma da considerarsi negativamente per svariati motivi. A livello di popolazione esso infatti deprime la variabilità genetica e limita nel tempo le possibilità di selezionare e di adattare le scelte tecniche alle mutate condizioni. Sul singolo individuo, invece, comporta una maggior percentuale di geni in omozigosi e favorisce la manifestazione di caratteri recessivi negativi, spesso responsabili di malformazioni del vitello o addirittura letali per il feto. Inoltre un aumento di consanguineità si accompagna di norma ad una riduzione della vitalità, della capacità di crescita degli animali, nonchè della fertilità delle bovine, determinando un aumento di aborti precoci e di difficoltà di ingravidamento.  

Consanguineità negli accoppiamenti 2001  

 

tutti

da tori F.A.

da tori aziendali

n° totale

71.825

45.552

26.272

n° consanguinei

21.107

11.174

9.933

% sul totale

29.4

24.5

37.8

coefficiente di inbreeding medio degli accoppiamenti consanguinei

4.58

2.60

6.80

 

La tabella riassume la situazione delle gravidanze in corso in termini di consanguineità. La consanguineità viene espressa come percentuale di geni omozigoti derivanti dall'accoppiamento tra vacca e toro, rappresenta quindi l'aumento di consanguineità statisticamente atteso rispetto al livello medio della popolazione. Nel calcolo della consanguineità ci si è spinti fino alla quarta generazione, vale a dire fino ai trisnonni. Si tenga presente che un nonno in comune tra vacca e toro corrisponde indicativamente al 3% di consanguineità: questo valore è considerabile come livello soglia che è bene non raggiungere. Il livello medio di consanguineità della popolazione è risultato pari a 1,35, che è un valore non particolarmente preoccupante. Disaggregando però il dato la situazione appare meno rosea: intanto si osserva che quasi il 30% degli accoppiamenti, 1 su 3, è consanguineo, cioè realizzato tra un toro e una vacca parenti. Il valore di inbreeding medio di questo 30% dei casi è di 4.58 e incomincia ad essere significativamente alto. Un dato molto interessante è quello che si ottiene distinguendo gli accoppiamenti fatti con un toro di F.A. da quelli fatti con toro aziendale: nel primo caso meno di 1 accoppiamento su 4 è consanguineo, mentre nel secondo quasi 1 su 2 lo è, soprattutto il coefficiente di inbreeding, che come detto misura l'aumento di geni in omozigosi, sale a quasi il 7% nel caso di toro aziendale e resta sotto la soglia del 2 e mezzo per i tori di F.A..

Da quanto emerso ne consegue l’importanza di una sensibilizzazione degli allevatori ad organizzare meglio e con più attenzione gli accoppiamenti della propria mandria, tenendo in considerazione le problematiche dell’imparentamento tra i riproduttori e quelle del miglioramento genetico. Una programmazione di questo tipo, per la complessità e ampiezza delle informazioni che devono essere considerate, si giova sicuramente di alcuni strumenti di supporto e di procedure di analisi. Nell’ambito del presente progetto di ricerca si è cercato di analizzare la problematica anzitutto dal punto di vista teorico per inquadrarla nel contesto reale delle aziende e scendere poi più in dettaglio sulle possibili metodologie applicative.

Nei paragrafi che seguono vengono illustrati gli sviluppi che queste analisi hanno avuto, sviluppi che hanno portato alla definizione di un protocollo operativo per lo sviluppo dei Piani di Accoppiamento di Mandria.

   

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