10.1     Brevi cenni sulle basi genetiche della difficoltà di parto e sul lavoro selettivo in atto

 

Trattandosi di aspetti relativamente complessi ed in parte specifici per la Razza, che sono stati studiati approfonditamente dall'Anaborapi in questi anni, si ritiene opportuno soffermarsi brevemente sulla interpretazione genetica che ne sta alla base. Il momento del parto vede coinvolti due individui, la madre ed il redo: entrambi manifestano caratteri che influiscono sull'andamento del parto e ne determinano in qualche misura il risultato finale. La vacca concorre con una sua maggiore o minore predisposizione, legata al suo stato di salute, allo stato di ingrassamento, alla sua struttura scheletrica e fisiologica che determinano una data apertura del canale pelvico ed un diverso rilasciamento delle mucose e dei tessuti degli organi riproduttivi. Da parte sua il vitello interviene con il suo peso e volume, che interagiscono con la struttura scheletrica materna, con la sua conformazione morfo-scheletrica, che a parità di peso può determinare diametri trasversi differenti, con la sua posizione nel corpo uterino. Taluni di questi fattori non sono facilmente misurabili, altri consentono invece una quantificazione numerica e sono rilevati nell'ambito dei controlli previsti dal Regolamento del Libro Genealogico, in particolare:

- il peso del vitello alla nascita;

- la muscolosità del vitello alla nascita

- la stagione (data) del parto

- la durata della gravidanza;

- il livello di facilità o difficoltà del parto.

Quest'ultimo dato racchiude in sè la sintesi dell'interazione tra i tanti fattori che influenzano il parto ed è particolarmente informativo: viene rilevato dal controllore dell'Associazione Allevatori sulla base di intervista all'allevatore, che è chiamato a dare una descrizione del parto, e viene poi tradotto in una stima numerica sulla base della scala che segue.

Scala di codifica dei parti – Libro Genealogico Piemontese

 

Codice

Significato

1

 - parto spontaneo, senza intervento umano

2

 - parto facile, con limitato intervento dell'uomo

3

 - parto difficile, assistito dall'uomo, spesso con l'aiuto di strumenti meccanici

4

 - taglio cesareo

5

 - embriotomia

 

Tenendo conto del gran numero di fattori che insistono sul parto non è pensabile di identificare dei geni che lo controllano, è anzi probabile che tale base sia poligenica ed estremamente complessa. E' possibile invece uno studio genetico quantitativo, che, partendo dai dati disponibili e dai fattori che influiscono sul parto, porti a stimarne il peso relativo sul risultato finale. In questo tipo di analisi vengono inserite considerazioni genetiche, basate non sulla conoscenza dei singoli geni, ma su una conoscenza di insieme del "genotipo", definibile come complesso di geni ereditato dal padre e dalla madre e correlato con le performance di parto. La conoscenza dei pedigree degli animali è molto importante ed utile in questo tipo di analisi e consente di collegare le informazioni di un animale con quelle derivate da altri animali, legati al primo da una certa percentuale di parentela, cioè con una certa quota di geni in comune.

Partendo da questa base di osservazioni e considerazioni deriva una prima conclusione fondamentale sul parto che in termini semplificati potremmo enunciare così: dal momento che sul parto insistono la vacca, con la sua struttura e predisposizione, ed il vitello, soprattutto con la sua dimensione e il suo peso, bisogna considerare due genotipi, due basi genetiche, una per ciascuno di questi fattori. Oltre a questi fattori genetici vi sono poi altri fattori importanti che influiscono sul parto e sono i fattori ambientali: tra questi  ricordiamo l'alimentazione, che determina uno stato di ingrassamento diverso della partoriente e probabilmente anche un diverso peso del feto, la stabulazione, che può favorire o meno la ginnastica funzionale della vacca, ad esempio con il pascolamento, ecc..

Tutti questi fattori sono stati studiati statisticamente per la razza Piemontese ed è stato possibile stimare per alcuni di essi l'effetto relativo sul parto. In particolare è stato possibile stimare l'ereditabilità dei fattori genetici, che in modo semplificato si può esprimere come la ripetibilità della capacità di parto di un animale sulla sua progenie. L'ereditabilità è un parametro indispensabile per la messa a punto ed il calcolo degli indici genetici, che consentono di quantificare il valore genetico dei riproduttori e permettono quindi di operare delle scelte selettive.

Dato che vi sono due fattori genetici, come abbiamo visto prima, ci sono anche due indici genetici: 

Indici Genetici Parto

 

Significato

Ereditabilità

   Facilità di Nascita

 - esprime la capacità di dare vitelli piccoli (effetto vitello)

10 ÷ 15

   Facilità di Parto

 - esprime l'attitudine materna al parto (effetto vacca)

10 ÷ 15

 

L'analisi statistica evidenzia anche la correlazione che esiste tra i diversi fattori: ne emerge che i due effetti genetici del parto sono tra loro correlati negativamente (-0.4÷-0.5), il che significa che al crescere di uno tende a diminuire l'altro. In altri termini significa che gli animali, i tori ad esempio, che danno vitelli piccoli e capaci di nascere bene, tendono ad avere delle figlie che hanno maggiori problemi al parto, e viceversa. Ricordiamo sempre che queste considerazioni derivano dalla statistica e sono quindi probabilistiche e non assolute, esprimono un andamento medio, che non esclude la possibilità che singoli animali compendino in sè caratteristiche positive per entrambi i fattori genetici. Ci danno comunque una chiara indicazione di popolazione, significando che non è possibile selezionare uno solo dei due fattori genetici del parto senza peggiorare l'altro.

L'Anaborapi ha anche studiato la correlazione con gli altri fattori genetici che interessano la selezione della razza Piemontese, in particolare l'accrescimento e la muscolosità. Il quadro delle correlazioni emerse è riassunto nella tabella che segue.  

Correlazioni Genetiche  

 

accrescimento

muscolosità

facilità di parto

facilità di nascita

-

0

- -

accrescimento

 

+

0

muscolosità

 

 

-

   NB: un segno meno significa correlazione debolmente negativa, doppio meno correlazione molto negativa, 0 indica nessuna correlazione e + indica correlazione positiva

 

Questa tabella ci dice che se selezionassimo la popolazione bovina Piemontese solo per la facilità di parto andremmo in senso inverso sia per la facilità di nascita, in modo molto marcato (dato il doppio segno -), che per la muscolosità, cioè avremmo animali che tendono a nascere via via più pesanti e a perdere muscolosità. Una tabella di questo tipo non vuol dire che non si può migliorare la facilità di parto, ma indica che bisogna adottare degli accorgimenti per evitare che la ricerca di un obiettivo possa vanificarne altri, accorgimenti quali la selezione contemporanea di più fattori, l'uso di pesi relativi diversi e proporzionati all'obiettivo desiderato. In questo modo è possibile, per esempio, selezionare un carattere mantenendone costante un altro o limitandone il peggioramento. Gli accorgimenti adottati per la Piemontese in conseguenza di queste analisi genetico-statistiche sono stati i seguenti:

- definizione di due linee genetiche di animali, una destinata a produrre animali da macello (linea carne) l'altra destinata a produrre le vacche per la rimonta (linea allevamento);

- per ogni linea genetica inclusione di tutti i fattori genetici, ma con un peso relativo diverso.

Questo schema operativo tiene conto della realtà produttiva degli allevamenti di Piemontese, che destinano parte del bestiame all'ingrasso e parte alla rimonta, cioè alla sostituzione delle vacche a fine carriera.

Nel primo caso sono da preferire animali con buoni accrescimenti e masse muscolari, mentre sul fronte dei parti servono soggetti capaci di nascere bene, quindi con elevato valore genetico per la facilità di nascita: l'indice genetico carne tiene conto di queste considerazioni e si configura così:  

Indice Carne = 21% muscolosità + 15% accrescimento +6% arti +43% facilità nascita +15% facilità parto

 

Il peso si distribuisce in modo equilibrato tra caratteri carne (muscolosità, accrescimento e arti) e caratteri parto, mentre tra questi prevale nettamente la facilità di nascita. La facilità di parto rimane, pur con un peso modesto, per fare azione di contenimento e garantire che anche in questa linea non ci sia un peggioramento netto della capacità di parto delle femmine.

Nel caso della linea allevamento l'obiettivo diventa quello di vacche capaci di partorire bene: questo aspetto preso da solo porterebbe ad un peggioramento delle caratteristiche di nascita dei vitelli ed una perdita di muscolosità, che è un dato specifico ed irrinunciabile della Piemontese: l'indice genetico cambia di conseguenza e, pur utilizzando gli stessi caratteri, li comprende con pesi diversi:  

Indice Allevamento = 30% facilità parto +20% facilità nascita +25% muscolosità + 18% accrescimento +7% arti

 

Le due linee genetiche testè descritte vengono selezionate dall’Anaborapi mediante un procedimento a tre fasi:

 

Fase 1: scelta dei vitelli migliori. Viene fatta presso le aziende del Libro Genealogico sulla base delle fecondazioni registrate mensilmente dai controllori delle Associazioni Provinciali Allevatori. Esse consentono il calcolo degli indici pedigree, che sono indici predittivi del valore genetico del vitello. I vitelli che si trovano ai vertici delle graduatorie in base all’indice pedigree carne o allevamento vengono scelti per la fase successiva.

Fase 2: prova di performance test presso il Centro Genetico dell’Anaborapi, a Carrù. Qui ogni mese vengono portati i 18 vitelli migliori selezionati nella fase 1. Questi vitelli vengono mantenuti in condizioni omogenee di alimentazione ed allevamento e controllati fino ad un anno di età sotto il profilo sanitario, alimentare, morfologico e produttivo. Se ne misurano la capacità di crescita, di ingestione, la muscolosità ed i principali tratti zoometrici. Ad un anno di età vengono ricalcolati gli indici genetici ed i migliori 2-3 torelli passano alla fase 3.

Fase 3: vi accedono i torelli che hanno superato la prova di performance test. Essi entrano nel Centro di Inseminazione Artificiale di Carrù ed iniziano la produzione di seme. Dopo le prime distribuzioni di seme entrano in una fase di attesa, che dura fino alla nascita dei primi 100 figli. Questa fase dura normalmente 15-16 mesi. Al termine di essa è possibile ricalcolare il primo dei due indici parto, l’indice di facilità nascita. I tori migliori diventano a tutti gli effetti tori di F.A. ed iniziano a produrre seme che viene messo sul mercato. Per poter ricalcolare anche l’indice di facilità parto occorre aspettare che le figlie del toro partoriscano, il che richiede altri 3-4 anni circa. A tal fine, per i tori con un buon indice pedigree per questo carattere, vengono prodotte e conservate alcune migliaia di dosi di seme, che verrà liberalizzato sul mercato qualora il toro risultasse positivo per la linea allevamento. Diversamente dopo pochi anni il toro termina la sua carriera riproduttiva e viene ritirato.

Questo metodo di lavoro selettivo ha preso le mosse nel 1998 ed ha già fornito importanti risultati, soprattutto per la linea carne che, come si può intuire dallo schema suesposto, è più breve e più rapida da realizzare. I diagrammi che seguono confrontano il valore genetico dei vecchi tori di F.A., frutto della selezione dei 10 anni precedenti, con i tori selezionati con il nuovo schema.

        

 

   

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