9.    Analisi statistica a livello individuale animale: studio delle relazioni tra Bcs, alimentazione, gestione e performance riproduttive

 

Un ulteriore livello di indagine su cui ci si è concentrati è stato quello individuale. Con tale tipo di analisi si è inteso approfondire la relazione tra i dati di ogni singola bovina per quanto riguarda i parametri riproduttivi e la sua condizione corporea valutata attraverso il Bcs.

Dal momento che le modalità di rilievo del Bcs sono state affinate nel corso del secondo anno di lavoro, si è preferito analizzare separatamente i dati raccolti nella campagna 1999-2000 da quelli raccolti successivamente. Sono risultati 2 dataset, rispettivamente di 1635 ed 882 vacche, per le quali erano disponibili la valutazione del Bcs, le difficoltà di parto valutate con i codici in uso nel Libro Genealogico (da 1 = parto facile a 4 = taglio cesareo in ordine crescente di difficoltà) e la durata del periodo interparto; questi ultimi 2 dati erano riferiti alla gravidanza in corso o comunque instaurata successivamente al rilievo del Bcs. Per le manze sono stati utilizzati dataset del tutto analoghi a quelli delle vacche ad eccezione del periodo di interparto, ovviamente non disponibile per bovine che avevano partorito una sola volta, che contavano nelle 2 campagne di valutazione rispettivamente 281 e 183 osservazioni.

Per l’analisi dei dati relativi alle difficoltà di parto è stato utilizzato il seguente modello lineare:

 

dove   era il Bcs della bovina precorretto per gli effetti del valutatore, dell’ordine di parto e della distanza dal parto nelle vacche, per gli effetti del valutatore e dell’età nelle manze,

 era l’effetto dell’azienda di allevamento della bovina (58 aziende incluse nell’analisi),

 era l’effetto della stagione di parto (trattata in 2 classi: invernale ed estiva),

 era l’effetto del livello di difficoltà di parto (classi da 1 a 4) ed  era l’errore residuo. 

Le medie stimate per il Bcs delle vacche in base al livello di difficoltà di parto sono riportate, separatamente per la campagna 1999-2000 e quella 2001, nel grafico 9.1. Si evidenzia un andamento crescente del Bcs al crescere delle difficoltà di parto (dalla classe 2, parto facile alla 4, taglio cesareo) in entrambe gli anni.

Tutto ciò concorderebbe con quanto rilevato nel capitolo 7 e con le osservazioni derivanti dalla pratica, in base alle quali le bovine più grasse tendono a manifestare superiori difficoltà di parto

Per quanto riguarda la classe 1, che in entrambe gli anni manifesta valori di Bcs superiori alla classe 2, va notato che essa si riferisce a parti classificati spontanei, ma che comprendono anche quei parti per i quali manca l’osservazione diretta dell’allevatore (ad esempio parti avvenuti durante la notte), che non necessariamente sono più facili degli altri; questa ipotesi viene confermata dall’analisi dei dati di Libro Genealogico che evidenzia un tasso di mortalità dei vitelli superiore nei parti classificati con il codice 1 rispetto a quelli classificati con il codice 2 (5.2 % rispetto a 3.7 %).

 

 

L’analoga analisi condotta sulle manze non ha invece evidenziato alcun tipo di legame tra diffcoltà di parto e Bcs. Vi sono però due ordini di fattori che possono aver influito su questo risultato: da un lato la numerosità del campione, decisamente più esigua rispetto a quello delle vacche, dall’altra la maggiore difficoltà nel valutare lo stato di ingrassamento nelle bovine ancora in forte crescita, nelle quali i depositi adiposi sono estremamente limitati e che spesso manifestano una buona condizione corporea.  

Per quanto riguarda la relazione tra Bcs e durata del periodo di interparto, questa è stata studiata utilizzando il seguente modello:

 

dove   era il Bcs della bovina precorretto per gli effetti del valutatore, dell’ordine di parto e della distanza dal parto nelle vacche, per gli effetti del valutatore e dell’età nelle manze,

 era l’effetto dell’azienda di allevamento della bovina (58 aziende incluse nell’analisi),

 era l’effetto della stagione di parto (trattata in 2 classi: invernale ed estiva),

 era l’effetto della durata dell’interparto trattato in 5 classi di ampiezza mensile ed  era l’errore residuo.

I risultati non hanno però evidenziato l’esistenza di legami particolarmente significativi tra Bcs ed interparto. 

In ogni caso, pur con le difficoltà e le imprecisioni emerse nell’utilizzo del metodo e nella formazione dei rilevatori, la valutazione della condizione corporea delle bovine attraverso il Bcs sembra manifestare una relazione con le difficoltà di parto e quindi giustifica il proseguimento nell’affinamento di questa metodica ed ulteriori indagini mirate a stabilire relazioni più strette con tutti i parametri riproduttivi delle bovine.
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