8.  Gli apporti nutritivi per la vacca Piemontese

 

Sulla base delle informazioni raccolte in campo e delle risultanze emerse nel capitolo precedente dalle analisi sui dati medi aziendali è possibile estrapolare qualche elemento aggiuntivo circa gli apporti nutritivi che interessano la bovina di razza Piemontese. Pur nella variabilità che lo caratterizza, il campione di aziende analizzate ci sembra possa essere considerato rappresentativo di una realtà di allevamento tecnicamente efficiente, per i criteri che ne hanno guidato le scelte e per i risultati medi che lo caratterizzano nei diversi indicatori di efficienza.  

Le tabelle che seguono riassumono gli apporti nutritivi medi riscontrati, suddividendoli tra manze e vacche. Si fa presente che il valore nutritivo dei principali componenti della razione deriva dalle analisi effettuate sui campioni di foraggio prelevati nelle aziende seguite e non da valori tabulari.

Apporti nutritivi Manze
 Componenti media
 Sostanza secca (kg)
7.81
UFL
5.73
 Proteina grezza (% ss)
10.29
 Fibra grezza (% ss)
26.2
 NDF (% ss)
48.4
 amido (% ss)
14.58
 calcio (% ss)
0.44
 fosforo (% ss)
0.29
--
-
 Peso (kg)
506
 Coefficiente di ingestione  (s.s./peso vivo q)
1.51
 Concentrazione energetica  (UFL/s.s. kg)
0.74
 Energia vs peso vivo  (UFL/peso vivo q)
1.12
 
Apporti nutritivi Vacche
 componenti medie
 sostanza secca (kg)
9.85
 UFL
7.16
 proteina grezza (% ss)
9.86
 fibra grezza (% ss)
26.6
 NDF (% ss)
49.19
 amido (% ss)
14.21
 calcio (% ss)
0.43
 fosforo (% ss)
0.29
-
-
 Peso (kg)
587
 Coefficiente di ingestione  (s.s./peso vivo q)
1.68
 Concentrazione energetica  (UFL/s.s. kg)
0.73
 Energia vs peso vivo  (UFL/peso vivo q)
1.21

Dai dati tabellari si può osservare che l'apporto di sostanza secca si attesta intorno ai 10 kg al giorno per le vacche ed il rapporto rispetto al peso vivo si attesta sull'1,7% circa; l'apporto proteico è intorno al 9.9% della razione. Nelle manze si riduce un po' il rapporto volumico s.s./peso corporeo mentre cresce leggermente l'apporto proteico, in risposta probabilmente ai maggiori fabbisogni di crescita degli animali più giovani. Questi valori non sono molto distanti dai valori attualmente proposti dai tecnici più accreditati del settore per le bovine Piemontesi. Anche il confronto con i parametri proposti dalla bibliografia disponibile sull'argomento forniscono un riscontro positivo, soprattutto per i fabbisogni energetici: le tabelle dell'INRA, spesso usate come riferimento nell'alimentazione del bestiame da carne, per una vacca di circa 600 kg di peso vivo indicano fabbisogni medi di circa 6,9 UFL al giorno, di poco inferiori ai valori di 7,2 UFL da noi riscontrati.

Tra i parametri riportati in tabella l'elemento che denota la maggior variabilità è l'amido, la cui deviazione standard è risultata pari a 4: le considerazioni riportate nel capitolo precedente circa il metabolismo di questo elemento inducono a prudenza circa il livello di impiego ottimale. L'amido infatti sembra determinare più di altre forme di energia una facilità all'accumulo di riserve che può essere connesso con un aumento delle difficoltà di parto. Riteniamo sia importante nel prossimo futuro soffermarsi ulteriormente sullo studio dell'effetto di questo componente nella razione delle vacche Piemontesi, anche in considerazione dell'importanza non indifferente che il silomais, l'alimento che maggiormente ne aumenta l'apporto, riveste nell'alimentazione del bestiame Piemontese.

Sicuramente la definizione delle razioni per le fattrici Piemontesi, in grado di soddisfare le esigenze degli animali nei diversi momenti fisiologici, è uno degli aspetti meno conosciuti e più complessi della gestione dell'allevamento. Il problema principale per chi deve affrontare questa tematica consiste nella difficoltà di ottenere dei riscontri rapidi ed oggettivi: la risposta degli animali, infatti, si manifesta a distanza di tempo in termini di maggiore o minore difficoltà di parto e di maggiore o minore fertilità ed i dati oggettivi misurabili al riguardo sono pochi e distribuiti in un lasso di tempo ampio. Oltre a ciò molti elementi possono intervenire e confondere ulteriormente i risultati, elementi quali il cambio di alimentazione stagionale e gli effetti compensativi che possono intervenire, il cambio di stabulazione, spesso stallina d'inverno e meno rigida d'estate, col pascolamento che in varia forma e in diversa misura interviene spesso a modificare le condizioni di vita degli animali.

In un contesto quale quello della Piemontese, in cui di fatto manca un quadro di riferimento preciso, crediamo che la definizione dei valori riportati nelle tabelle precedenti possa costituire un primo passo ed un punto di partenza per approfondimenti ulteriori nel prossimo futuro.

 

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