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6.2 Il Peso vivo
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Un altro rilievo che ha richiesto la messa a punto di una metodica ad hoc e la formazione specifica del personale deputato alle misurazioni è la stima del peso delle fattrici. Esso consente di differenziare le aziende sotto il profilo della dimensione e della struttura delle bovine e permette di rapportare i consumi alimentari alla taglia degli animali. La pesatura effettiva degli animali è risultata troppo onerosa e troppo rischiosa: le aziende non sono attrezzate con percorsi guidati e protezioni per gli operatori e per gli animali, per cui pesare una bovina significava accompagnarla a mano sulla bilancia, con un notevole dispendio di tempo e col rischio di danni alle persone ed agli stessi animali. Si è optato allora per la stima visiva del peso: a tal fine si sono organizzate alcune giornate di formazione collegiale, nel corso delle quali si sono individuati i tratti morfologici maggiormente collegati col peso corporeo, quali l'altezza alla croce (facilmente osservabile nelle stalle a stabulazione fissa), la larghezza della linea dorsale, la profondità del ventre, ecc., procedendo di pari passo prima alla stima e poi al riscontro sulla bilancia del peso degli animali analizzati. In seguito, in occasione di ogni rilievo, è stata effettuata la pesatura di un certo numero di bovine (2-3 vacche e altrettante manze) , ovviamente quando ciò era possibile, al fine di "tarare" l'occhio del rilevatore e si è proceduto quindi alla stima del peso di tutte le fattrici o di un campione di esse, costituito da quelle prossime al parto (3 mesi prima o dopo il parto). I riscontri sui pesi effettivi hanno evidenziato un margine di errore di ± 30 kg, ritenuto accettabile per soggetti di peso variabile tra 500 e 700 kg, anche in considerazione dell'utilizzo che si intedeva fare del dato. Il volume di lavoro svolto ed i risultati ottenuti sono riassunti brevemente nella tabella che segue: come si può osservare il peso medio della vacca Piemontese si attesta sui 600 kg circa; per quanto riguarda le manze va rilevato che in tale categoria sono rientrate tutte le bovine comprese tra i 12 mesi di età ed il primo parto (circa 30 mesi di età) e di conseguenza il peso medio scaturito, di poco superiore ai 4 quintali, risente di questa distribuzione e non va letto quindi come dato medio delle manze gravide.
La buona qualità dei dati raccolti e l'elevata numerosità dei casi hanno consentito di mettere a punto una curva di crescita delle bovine che si estende dall'età di 7 a quella di 50 mesi. Per la messa a punto della curva sono stati utilizzati tre modelli non lineari che descrivono la relazione tra peso ed età, Von Bertalanffy, Brody e Logistic: si tratta di modelli esponenziali che stimano una curva di crescita ed esprimono il peso di un animale in funzione della sua età e di altri parametri biologici, in particolare il peso a età matura e il grado di maturità. I parametri considerati nelle equazioni sono stimati a partire da un dataset costituito da dati di peso rilevati ad età diverse. Dopo aver testato i differenti modelli ci si è orientati sulla curva Von Bertalanffy, che sembrava adattarsi meglio ai dati rilevati. L'equazione della curva di crescita utilizzata è la seguente:
dove Y è il peso calcolato, A il peso asintotico (peso a età matura), k il tasso di maturità e t l'età.
Il peso asintotico stimato dal modello, equivalente al peso adulto, è risultato essere pari a 637 kg, valore sensibilmente al peso medio delle vacche analizzate nel nostro campione, che tuttavia include bovine di età diverse. La curva ottenuta si può considerare un risultato soddisfacente in termini di interpretazione matematico-statistica della situazione reale e può essere proposta come base di riferimento per le bovine di razza Piemontese.
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