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6.1 Il BCS (Body Condition Score)
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Una delle attività che ha richiesto il maggior impegno di personale e di tempo è stato il rilievo dei dati di peso e Bcs. Considerati entrambi strategici per poter meglio studiare e comprendere le risposte produttive delle fattrici ai regimi alimentari ed alle forme di stabulazione praticate, entrambi i parametri sono stati rilevati nell'arco dei 3 anni di ricerca su tutte le aziende censite. Il Bcs è una analisi visiva dell'animale che cerca di fornire indicazioni sulla sua condizione corporea, valutando il deposito di grasso sottocutaneo o l'assenza dello stesso. Lo stato corporeo dell'animale è in stretta correlazione con le situazioni di stress cui l'animale stesso è sottoposto; nel periodo post-partum, ad esempio, l'allattamento del redo e la ripresa dello stato fisiologico normale avvengono ricorrendo alle riserve corporee. Tale ripresa può trovare l'organismo ben predisposto ed in grado di far fronte alla nuova situazione, oppure può determinare un eccessivo dimagrimento, indebolendolo ed esponendolo ad un maggiore rischio di contrarre affezioni o prolungando il tempo necessario per un pieno recupero, riflettendosi quindi sulla fertilità. Il Bcs è stato molto studiato nelle razze da latte, in particolare nella Frisona, e si è rivelato un buon indicatore dello stato nutrizionale dell'animale, in grado, in altre parole, di consentire una corretta valutazione dell'equilibrio o meno tra i fabbisogni dell'animale ed il soddisfacimento degli stessi attraverso l'alimentazione. La sua applicazione nelle razze da carne è stata molto più limitata, anche perchè le vacche da carne sono sottoposte normalmente ad un regime di allevamento meno stressante di quelle da latte. Cionondimeno si ritiene che esso possa costituire anche per la bovina Piemontese un indicatore molto utile nello studio dei fabbisogni nutritivi e delle possibili strategie di razionamento. I lavori inerenti l'applicazione del Bcs nella Piemontese sono iniziati nel corso del 1999 con la ricerca di una metodica di rilievo adattabile ad una razza da carne. Si è partiti da uno schema di Bcs studiato dal Dipartimento di Scienze Zootecniche dell'Università di Padova e proposto per razze a duplice attitudine. Dopo alcune prove in campo effettuate con il supporto di tecnici che operano sulla Piemontese nell'ambito dell'assistenza tecnica, sono state effettuati alcuni adattamenti e successivamente il metodo è stato applicato in campo nella seconda metà del 1999 e nella prima metà del 2000. Lo schema adottato faceva riferimento alla tabella descrittiva che segue. BCS - Tabella di riferimento descrittiva 1999. Nel corso dell'applicazione in campo ci si è resi conto, però, che non sempre lo schema consentiva una descrizione completa e corretta dell'animale, soprattutto perché troppo dipendente dall'analisi del deposito adiposo sottocutaneo. La bovina Piemontese, infatti, ha scarsissima predisposizione al deposito di grasso, una caratteristica questa che la rende per altri versi molto apprezzata per gli aspetti qualitativi delle carni. Di fatto è probabile che la vacca Piemontese risponda alle maggiori esigenze energetiche attingendo direttamente dal tessuto muscolare; questo infatti è parso evidenziare un calo nella fase post-parto ed una successiva ripresa, riscontrabile anche quando, ad esempio, la bovina non rimane gravida a 2 o 3 interventi fecondativi successivi. I depositi di grasso "molliccio" di cui parla la scheda precedente per alcune zone della classe di punteggio 5 non si osservavano mai, mentre si osservava un deciso arrotondamento della natica e dei fianchi in tessuto muscolare compatto. Gli elementi considerati nel lavoro di revisione sono stati dunque i seguenti: a) in razza sono presenti prevalentemente animali della coscia; b) tali soggetti sono caratterizzati da notevole sviluppo della muscolosità e dalla contemporanea incapacità di deporre tessuto adiposo: con l'alimentazione spinta si ha aumento di peso determinato non tanto dall'accumulo di grasso ma soprattutto dall'incremento del tessuto muscolare. c) lo sviluppo della muscolosità tende a mascherare molte delle "asperità" ossee utilizzate come punti di riferimento per la valutazione del Bcs. Dal lavoro di revisione effettuato è scaturita la tabella che segue, che è stata formulata in termini di chiavi dicotomiche, per renderla facilmente comprensibile e illustrabile a nuovi tecnici, che viene riportata poi in forma descrittiva estesa nella pagina successiva. Come si evince dal confronto tra la vecchia metodica e la nuova anche le regioni del corpo prese in esame sono leggermente diverse e specifiche per il tipo morfologico della Piemontese. In base alla nuova metodica sono stati formati 5 valutatori, 4 dei quali non avevano operato nella prima campagna di lavori, ed il nuovo sistema è stato applicato in campo a partire dalla seconda metà del 2000.
In tabella viene riassunto il lavoro svolto nel corso delle due campagne e nel grafico successivo si dettaglia la situazione media delle aziende sotto il profilo del Bcs.
* nel corso della prima campagna sono stati rilevati i Bcs su tutte le femmine di età superiore all'anno, mentre nella seconda ci si è concentrati sulle manze gravide per le quali la stima del Bcs ha una maggiore utilità in vista del parto I dati di BCS sono stati stimati con una scala a 5 valori, come descritto precedentemente. Per ogni valore era possibile fornire, oltre al giudizio assoluto, anche un apprezzamento positivo o negativo, aggiungendo un + o un - al valore scelto dall'operatore. Di fatto, quindi, la scala adottata disponeva di 13 valori possibili, come illustrato nella tabella seguente.
I valori della riga inferiore sono stati utilizzati per analizzare dal punto di vista statistico i risultati del rilievo del BCS. L'analisi statistica evidenzia un significativo effetto del rilevatore: tale effetto, peraltro atteso, denota una insufficiente standardizzazione dei tecnici, imputabile ad un periodo di formazione probabilmente insufficiente. L'entità di tale effetto è apprezzabile nel diagramma che segue, che riporta il valore medio di Bcs per ognuno dei valutatori coinvolti nel lavoro.
Per ridurre tale effetto sulle analisi statistiche successive mirate a valutare le relazioni esistenti tra il Bcs ed i principali parametri alimentari e zootecnici delle fattrici, si è proceduto ad una precorrezione dei dati, che ha tenuto conto, oltre che del valutatore, anche dell'età nelle manze, dell'ordine di parto e della distanza dal parto nelle vacche. La situazione media delle 58 aziende analizzate è descritta dal diagramma che segue. La variabilità evidenziata dal grafico consente di affermare che il metodo Bcs sviluppato costituisce un elemento di discriminazione significativa delle aziende ed in tal senso si presta ad essere utilizzato come strumento per caratterizzare diversi sistemi alimentari o tipologie animali differenti.
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