Disciplinare del Libro Genealogico

DISCIPLINARE DEL LIBRO GENEALOGICO DELLA RAZZA BOVINA PIEMONTESE

ART. 1

1. Ai sensi dell'art. 3 della Legge 15 gennaio 1991 n° 30 e dell'art.1 della Legge 3 agosto 1999 n.280, il Libro Genealogico della Razza Piemontese è gestito dalla Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Piemontese (ANABORAPI), giuridicamente riconosciuta con D.P.R. n. 1877 del 13 novembre 1963, ed è regolato dal presente disciplinare in armonia con la normativa dell'Unione Europea.

CAPITOLO PRIMO: Organizzazione del Libro Genealogico ( ARTT. 2 - 7)

CAPITOLO SECONDO
: Ammissione degli allevatori al Libro Genealogico ed iscrizione dei riproduttori ( ARTT. 8 - 13)

CAPITOLO TERZO
: Identificazione dei bovini appartenenti al Libro Genealogico ( ART. 14 )

CAPITOLO QUARTO: Banca Dati, certificati, moduli e cataloghi del Libro Genealogico ( ARTT. 15 - 18)

CAPITOLO QUINTO: Mostre e concorsi ( ART. 19 )

CAPITOLO SESTO: Valutazioni genetiche (ART. 20)

CAPITOLO SETTIMO: Obblighi degli allevatori e finanziamento del Libro genealogico ( ARTT. 21 - 23 )

CAPITOLO OTTAVO
: Disposizioni generali ( ARTT. 24 - 25 )

 

CAPITOLO PRIMO: ORGANIZZAZIONE DEL LIBRO GENEALOGICO

ART. 2

1. Il Libro Genealogico rappresenta lo strumento per lo sviluppo e l'aggiornamento continuo dell'azione di miglioramento ed ha pertanto lo scopo di indirizzare, sul piano tecnico, l'attività selettiva in seno alla razza, promuovendone nel contempo la valorizzazione economica.

2. Le attività del Libro Genealogico sono svolte secondo le norme di cui ai successivi articoli, sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

ART. 3

1. Allo svolgimento delle attività del Libro Genealogico l'ANABORAPI provvede con:

- la Commissione Tecnica Centrale (CTC);
- l'Ufficio Centrale(UC);
- gli Uffici Provinciali(UP);
- il Corpo degli esperti.

ART. 4

1. La CTC studia e determina i criteri e gli indirizzi per la selezione ai fini del miglioramento della razza, stabilisce le metodologie per l'azione di selezione, propone modifiche al presente disciplinare e provvede a quant'altro necessario ai fini suddetti in seguito a disposizioni di legge.

2. Della CTC fanno parte:

- 1 rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dallo stesso designato;

- 3 funzionari tecnici, 1 per ciascuna delle tre regioni con il maggior numero di animali iscritti  al registro genealogico tori, registro genealogico vacche e registro genealogico supplementare della Razza Piemontese; la nomina di detto rappresentante viene fatta dai rispettivi Assessorati Regionali dell'Agricoltura;

- 1 rappresentante esperto in zootecnia dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia nominato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;

- 2 esperti in zootecnia, nominati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali su proposta ANABORAPI;

- 1 rappresentante nominato dall'Associazione Italiana Allevatori per le attività dei controlli funzionali;

- 1 rappresentante del Ministero della Salute dallo stesso nominato;

- 5 rappresentanti degli allevatori nominati dal Consiglio direttivo dell'ANABORAPI;

- 1 rappresentante degli esperti di razza nominato dal Comitato consultivo degli esperti;

- il Presidente dell'ANABORAPI o suo delegato.

3. Partecipa alle riunioni con diritto di voto il funzionario del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali incaricato di vigilare, con carattere di continuità, sugli adempimenti previsti dal presente disciplinare.

4. Le funzioni di Segretario sono svolte dal Direttore della ANABORAPI ed in sua assenza da persona nominata dal Presidente della CTC del Libro Genealogico.

5. La CTC elegge nel proprio ambito il Presidente e due Vice Presidenti.

6. I componenti della CTC restano in carica per un triennio e possono essere confermati.

7. Alle riunioni della CTC possono essere invitati a partecipare, a titolo consultivo, esperti di particolare competenza, scelti dal Presidente in relazione agli argomenti all'ordine del giorno.

8. La convocazione della CTC è fatta dal Presidente almeno 15 giorni prima del giorno della riunione.

9. Le riunioni della Commissione sono valide con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.

10. In assenza del Presidente assume la presidenza il Vice Presidente più anziano.

11. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.

12. Di ogni seduta è redatto apposito verbale che verrà firmato dal Presidente e dal Segretario.

ART. 5

1. L'UC provvede :

a) al coordinamento e controllo del lavoro degli UP anche con ispezioni ad allevamenti per assicurare uniformità e tempestività di esecuzione di quanto stabilito nel presente disciplinare;

b) all'espletamento dei compiti relativi al funzionamento del libro compresa l'elaborazione e la stampa dei documenti;

c) ad effettuare le valutazioni genetiche e morfologiche dei riproduttori secondo quanto previsto dalle apposite norme tecniche.

2. Responsabile dell'applicazione del disciplinare, delle norme tecniche e delle delibere della CTC del Libro Genealogico è il Direttore dell'ANABORAPI.

ART. 6


1. Gli UP provvedono, secondo quanto previsto dalle apposite norme tecniche del presente disciplinare :

a) ad espletare sul piano provinciale le attività del Libro Genealogico;

b) a compilare ed aggiornare i moduli e gli schedari, per la parte di propria competenza;

c) a rilasciare i documenti ufficiali del Libro Genealogico per la parte di propria competenza.

2. All'organizzazione ed al funzionamento degli UP provvedono le Associazioni Provinciali Allevatori o gli uffici periferici equivalenti, giuridicamente riconosciuti ed aderenti all'ANABORAPI.

3. L'ANABORAPI provvede direttamente, in via temporanea, all'espletamento delle sopra elencate attività nelle province nelle quali non si verifichino le condizioni di cui al precedente comma 1.

4. L'ANABORAPI potrà unificare, qualora le condizioni dell'allevamento o l'aspetto organizzativo-funzionale lo richiedano, in un solo ufficio le attività di due o più UP.

5. La vigilanza sulla tenuta del Libro Genealogico negli UP è svolta dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano secondo le vigenti normative e le direttive emanate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di concerto con le Regioni e Province Autonome medesime.

6. Responsabile dell'applicazione del disciplinare del Libro Genealogico, delle norme tecniche del Libro Genealogico e delle delibere della CTC, per quanto di competenza degli UP, è il Direttore dell'Associazione Provinciale Allevatori o degli altri uffici periferici equivalenti.

ART. 7


1. Il Corpo degli esperti è retto da quanto stabilito dall'apposito disciplinare predisposto dall'UC su conforme parere della CTC ed approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed è formato da :

a - esperti di razza;

b - tirocinanti.

CAPITOLO SECONDO: AMMISSIONE DEGLI ALLEVAMENTI AL LIBRO GENEALOGICO ED ISCRIZIONE DEI RIPRODUTTORI

ART. 8

1. L'adesione al Libro Genealogico della razza bovina piemontese è volontaria, l'allevatore che intende aderirvi deve presentare richiesta scritta all'Associazione Provinciale Allevatori o all'ufficio provinciale equivalente competente per territorio.

2. L'adesione comporta l'accettazione del disciplinare, delle norme tecniche ed operative del Libro Genealogico nonché delle successive modifiche apportate dagli organi competenti.

3. Possono essere ammessi al Libro Genealogico gli allevamenti che si trovino nelle seguenti condizioni:

a) avere soggetti in possesso dei caratteri di razza, così come stabiliti nelle norme tecniche;

b) essere sottoposti ai controlli sanitari previsti dalla legislazione vigente;

c) essere sottoposti, in forma regolare e continuativa, al controllo ufficiale della produzione secondo le norme vigenti.

4. L'ammissione è deliberata dagli organi periferici competenti previa verifica dell'esistenza delle condizioni di ammissibilità dei soggetti e valutazione morfologica effettuata da un esperto di razza. Della delibera adottata deve essere tempestivamente informata l'ANABORAPI.

L'ANABORAPI provvede all'istituzione ed all'aggiornamento dell'Albo degli allevamenti aderenti al Libro Genealogico.

5. L'allevatore, che non ritenga accettabile la mancata ammissione del proprio allevamento al Libro Genealogico, può ricorrere all'UC il quale si riserva la facoltà di accogliere il ricorso.

6. I Centri di inseminazione artificiale ed i tenutari delle stazioni di monta pubblica, in quanto detentori di riproduttori iscritti al Libro Genealogico, sono considerati a tutti gli effetti allevamenti aderenti al Libro Genealogico e pertanto sono tenuti al rispetto ed all'osservanza di quanto previsto dal presente disciplinare.

7. Sono iscritti al Libro Genealogico tutti i soggetti degli allevamenti aderenti al Libro Genealogico, in possesso dei requisiti minimi previsti dal successivo art. 10 e dalle norme tecniche.

8. Sono parimenti iscritti al Libro Genealogico i soggetti registrati nei registri genealogici, di cui al successivo art. 10, ma non più presenti in allevamenti aderenti al Libro Genealogico.

9. L'iscrizione al Libro Genealogico di animali importati, nati da embrioni o materiale riproduttivo importato, o concepiti all'estero è condizionata al possesso dei requisiti previsti dal presente disciplinare e dalle apposite norme tecniche.

ART. 9


1. Il Libro Genealogico, in ottemperanza alla Decisione della Commissione C.E.E. del 14 luglio 1984 (84/419/CEE), comprende:

a. Registro Genealogico Vacche (RGV)

b. Registro Genealogico Tori (RGT)

c. Registro Genealogico Giovane Bestiame (RGGB)

d. Registro Genealogico Supplementare (RGS)

ART. 10

REGISTRO GENEALOGICO VACCHE (RGV)


1. Al registro genealogico vacche sono iscritte le femmine, provenienti del registro genealogico giovane bestiame, che abbiano partorito almeno una volta, con almeno due generazioni di ascendenti note ed in possesso dei requisiti riportati dalle norme tecniche.

REGISTRO GENEALOGICO TORI (RGT)


1. Al registro genealogico tori sono iscritti i riproduttori maschi provenienti dal registro genealogico giovane bestiame, con almeno due generazioni di ascendenti note ed in possesso dei requisiti riportati nelle norme tecniche.

2. I soggetti da destinare all'inseminazione artificiale, devono inoltre aver superato le prove di valutazione genetica presso il Centro Genetico dell'ANABORAPI ed approvati per tale impiego secondo quanto previsto dalle norme tecniche.

REGISTRO GENEALOGICO GIOVANE BESTIAME (RGGB)


1. Al registro genealogico giovane bestiame sono iscritti alla nascita, o secondo le indicazioni riportate nelle norme tecniche, i vitelli, maschi e femmine, con almeno due generazioni di ascendenti note ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

REGISTRO GENEALOGICO SUPPLEMENTARE (RGS)

1. Al registro genealogico supplementare sono iscritte le femmine, non iscrivibili al registro genealogico vacche o giovane bestiame, in possesso dei requisiti minimi riportati nelle norme tecniche.

ART. 11

1. Le valutazioni morfologiche sono svolte secondo i criteri ed i tempi indicati nelle norme tecniche.

ART. 12

1. L'UC, al fine di garantire la corretta genealogia di ogni soggetto dichiarata dall'allevatore aderente al Libro Genealogico della razza bovina Piemontese, si riserva la facoltà di sottoporre ad accertamento, tramite esami di laboratorio, qualunque soggetto, maschio o femmina, iscritto al Libro Genealogico, anche al di là degli specifici casi di obbligatorietà previsti dal presente disciplinare o dalle norme tecniche.

2. L'allevatore è tenuto a rendere disponibile per il testaggio il soggetto indicato dall'ANABORAPI: ogni rifiuto comporta l'iniscrivibilità o la sospensione del soggetto dai registri genealogici.

ART. 13

1. I soggetti puri nati e/o allevati nei Paesi esteri possono essere iscritti al Libro Genealogico italiano solo quando ricorrono le condizioni ed i requisiti previsti dal presente disciplinare e dalle norme tecniche.

CAPITOLO TERZO: IDENTIFICAZIONE DEI BOVINI APPARTENENTI AL LIBRO GENEALOGICO

ART. 14


1. L'identificazione dei soggetti per l'iscrizione ai registri genealogici avviene in osservanza e con le modalità previste dalla legislazione nazionale e comunitaria in vigore. 2. I criteri concernenti l'identificazione dei soggetti di razza piemontese iscritti al Libro Genealogico sono riportati nelle norme tecniche.

CAPITOLO QUARTO: BANCA DATI, CERTIFICATI, MODULI E CATALOGHI DEL LIBRO GENEALOGICO

ART. 15


1. Per il funzionamento del Libro Genealogico è costituita presso l'ANABORAPI, un'unica banca dati contenente le informazioni riguardanti gli allevamenti aderenti ed ogni singolo animale iscritto al Libro Genealogico.

2. La banca dati è strutturata ed organizzata in modo da consentire l'agevole e tempestiva consultazione dei registri genealogici, di cui all'articolo 9, ed il rilascio di certificati ufficiali.

3. Alla banca dati affluiscono i dati e le informazioni rilevate dagli UP e dagli esperti di razza mediante:

a) Modello cartaceo di "rilievo soggetti ed eventi" compilato dal controllore zootecnico dell'UP;

b) Procedura informatica "catturadati" per il rilievo di quanto previsto al punto a), utilizzata dal controllore zootecnico dell'UP;

c) Modello per "valutazione morfologica" compilata dall'esperto di razza;

d) Altri moduli o procedure informatiche ammesse dall'UC del Libro Genealogico.


4. Le informazioni contenute nella banca dati consentono:

a) la gestione informatica ed il mantenimento dell'Albo degli allevatori e dei registri del Libro Genealogico (RGGB, RGT, RGV, RGS);

b) la valutazione genetica dei riproduttori;

c) il rilascio dei certificati ufficiali:

- Certificato Genealogico

- Certificato di Razza

- Certificazione di Parentela

- Certificato Formula eritrocitaria e/o del DNA così come previsto al successivo Articolo 16;

d) il rilascio dei moduli di servizio nei modi e nei formati stabiliti dall'UC del Libro Genealogico  di concerto con gli UP.

ART. 16

CERTIFICATI DEL LIBRO GENEALOGICO

CERTIFICATO GENEALOGICO


1. Il certificato genealogico può essere emesso per certificare i soggetti iscritti al Libro Genealogico e/o il materiale genetico da essi prodotto, secondo le modalità previste dalle norme tecniche.

2. Hanno diritto al certificato genealogico i soli soggetti iscritti ai registri genealogici che siano stati sottoposti ai controlli così come prescritto dalle norme tecniche.

3. Il certificato genealogico è rilasciato, su richiesta del proprietario, dall'UP sotto la cui competenza territoriale è nato il soggetto.

4. Per lo stesso animale è rilasciato un solo certificato originale. In caso di smarrimento o di necessità contingenti sono rilasciati dei duplicati o delle copie sui quali è riportata la dizione "duplicato" o "copia".

5. I certificati genealogici dei bovini esportati ed i certificati che accompagnano l'esportazione e/o la commercializzazione di seme, ovuli od embrioni sono rilasciati dall'UC.

CERTIFICATO DI RAZZA

1. Il certificato di razza è previsto, esclusivamente ed espressamente, allo scopo di certificare l'appartenenza di un soggetto alla razza piemontese. E' rilasciato, su richiesta del proprietario o dell'avente titolo, dall'UC, di norma tramite gli UP.

2. Per lo stesso animale è rilasciato un solo certificato originale. In caso di smarrimento o di necessità contingenti sono rilasciati dei duplicati o delle copie sui quali è riportata la dizione "duplicato" o "copia".

CERTIFICAZIONE DI PARENTELA


1. Le risultanze degli accertamenti di laboratorio della parentela sono certificate con il certificato genealogico. Nel caso si renda necessario certificarle disgiuntamente, l'UC del Libro Genealogico, provvede, direttamente o tramite gli UP, all'emissione di una dichiarazione certificativa in tal senso.

CERTIFICATO FORMULA ERITROCITARIA E/O DEL DNA


1. Il certificato relativo al DNA e/o formula eritrocitaria è rilasciato dall'UC sulla base delle risultanze del laboratorio incaricato delle analisi e riporta la formula del DNA o eritrocitaria del soggetto.

ART. 17


1. Hanno valore ufficiale unicamente i certificati, schede, moduli, cataloghi, documenti, dichiarazioni, nonché gli atti in genere del Libro Genealogico contraddistinti da un apposito marchio predisposto e depositato dall'ANABORAPI .

2. I certificati riportano la firma ed il timbro del responsabile dell'applicazione del disciplinare del Libro Genealogico, nonché data di rilascio e numero progressivo.

3. Chiunque faccia uso indebito, sottragga, alteri, contraffaccia i documenti ed i contrassegni dell'ANABORAPI è perseguito a norma di legge.

ART. 18


1. L'UC provvede periodicamente, anche avvalendosi di ausili informatici, alla pubblicazione di:

a) rapporto sulla valutazione genetica dei riproduttori di Razza Piemontese;

b) schede di stalla riportanti per ogni soggetto e/o per ogni azienda le informazioni genetiche, riproduttive, gestionali, nonché ogni altra informazione o dato ritenuti utili per l'allevatore;

c) ogni altra pubblicazione ritenuta utile o necessaria al conseguimento degli scopi istituzionali.

2. L'elaborazione e la pubblicazione di quanto sopra avviene conformemente alle delibere della CTC.

CAPITOLO QUINTO: MOSTRE E CONCORSI

ART. 19


1. Le mostre, i concorsi e le altre eventuali manifestazioni ufficiali riguardanti i bovini iscritti al Libro Genealogico sono organizzati secondo l'apposito disciplinare, predisposto dall'UC con conforme parere della CTC, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

CAPITOLO SESTO: VALUTAZIONI GENETICHE

ART. 20


1. Alle valutazioni genetiche dei riproduttori provvede l'ANABORAPI secondo le modalità previste dall'apposito disciplinare.

CAPITOLO SETTIMO: OBBLIGHI DEGLI ALLEVATORI E FINANZIAMENTO DEL LIBRO GENEALOGICO

ART. 21

1. L'allevatore il cui allevamento ha ottenuto l'ammissione al Libro Genealogico si impegna :

1) ad osservare il presente disciplinare e le disposizioni impartite dall'ANABORAPI per il funzionamento del libro;

2) a concorrere al finanziamento dell'attività con le quote stabilite dalle competenti Associazioni Provinciali Allevatori o UP;

3) a sottoporre tutti i bovini di Razza Piemontese del proprio allevamento ai controlli della produzione secondo le norme tecniche, le delibere emanate dalla CTC e le indicazioni dell'UC;

4) a non utilizzare per la monta o per l'inseminazione artificiale tori non autorizzati o sospesi dall'ANABORAPI;

5) ad ottemperare all'osservanza delle disposizioni concernenti avvisi, denunce, tenuta dei bollettari e registri, partecipazione a mostre e ad altre manifestazioni del Libro Genealogico;

6) a fornire, quando richiesto dai competenti organi del Libro Genealogico, chiarimenti e notizie riguardanti il proprio allevamento;

7) a destinare una parte delle vacche per l'inseminazione con i tori in prova di progenie in relazione alle esigenze definite dalla CTC;

8) a destinare una parte delle vacche e delle manze per accoppiamenti programmati al fine di ottenere vitelli di elevato pregio, che dovranno essere messi a disposizione dell'ANABORAPI per l'effettuazione di valutazioni genetiche secondo le delibere della CTC;

9) a rendere disponibili i soggetti di particolare valore genetico, per i programmi di miglioramento della razza, secondo le modalità, i criteri e le indicazioni fissati dalle delibere della CTC;

10) a segnalare tempestivamente all'Associazione Provinciale Allevatori o all'ufficio periferico di appartenenza il venir meno delle condizioni sanitarie previste dalla legislazione vigente. Ciò sarà motivo di sospensione dei controlli in stalla sino al ripristino delle condizioni suddette.

ART. 22


1. L'infrazione da parte dell'allevatore interessato ad una o più norme del presente disciplinare comporta, a seconda dei casi, i provvedimenti seguenti:

a) esclusione dal Libro Genealogico dei soggetti dei quali sia stata accertata la loro errata identificazione;

b) ammonizione;

c) sospensione temporanea dal Libro Genealogico;

d) radiazione dal Libro Genealogico;

e) denuncia all'autorità giudiziaria nel caso di comprovata frode.

2. I provvedimenti di cui sopra sono adottati dall'UC su proposta o sentito il parere degli UP.

3. Per il provvedimento di cui al punto d) è ammesso il ricorso dell'allevatore alla CTC, che emette giudizio definitivo.

ART. 23

1. Al finanziamento del Libro Genealogico si provvede:

- in sede centrale con:

a) quote contributive versate dalle Associazioni Provinciali Allevatori o dagli UP;

b) proventi derivanti dal rilascio di moduli, certificati genealogici ed altri documenti ufficiali;

c) contributi pubblici in applicazione alle leggi ordinarie e straordinarie in materia di zootecnia;

d) contributi regionali, provinciali, comunali, camerali nonché di Enti a vario titolo;

e) eventuali altri proventi, tra cui quelli derivanti dall'autorizzazione all'utilizzo di marchi o contrassegni di cui l'ANABORAPI detenga la titolarità;

- in sede provinciale con:

a) quote contributive versate dagli allevatori direttamente alle Associazioni Provinciali Allevatori per ammissione al Libro Genealogico, per iscrizione dei singoli soggetti, per il rilascio dei certificati genealogici e di altri documenti;

b) contributi statali, regionali, provinciali nonché di enti pubblici in applicazione alle leggi ordinarie e straordinarie in materia di zootecnia, secondo le determinazioni del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e delle Regioni interessate;

c) eventuali altri proventi.

CAPITOLO OTTAVO: DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 24


1. Le norme tecniche, il disciplinare per le prove di valutazione genetica, il disciplinare per il corpo degli esperti di razza ed il disciplinare per le mostre sono deliberate dalla CTC ed approvate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

2. Le modifiche di iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall'ANABORAPI, previo conforme parere della CTC, devono essere trasmesse al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali entro 60 giorni dalla data della delibera della CTC. Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione o comunque dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, nel caso non ci sia stato parere contrario di quest'ultimo.

ART. 25

1. Le modifiche al presente disciplinare d'iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, o proposte dall'ANABORAPI su conforme parere della CTC, entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione.