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Lo svezzamento del vitello Piemontese

Chi ben comincia è a metà dell'opera!



Analizziamo in questo articolo le regole base dello svezzamento con Alessio Moretta, tecnico dell'A.P.A. di Torino, da anni attivo nei servizi di assistenza e profondo conoscitore del bovino Piemontese.

Svezzamento: l'animale non ha margini di recupero?

Lo svezzamento è lo starter, l'avvio del processo di produzione, in un certo senso è equiparabile ad una gara di corsa, se parto male dai blocchi o corro col freno tirato nella prima parte di gara, non recupero più ed ho già perso la gara.
È illusorio pensare di “recuperare”, nei primi mesi di vita dell’animale si decide la sua capacità di crescita futura: se mangia e vive bene, cresce bene e in fretta, se non si alimenta correttamente perde in capacità di crescita. Ne consegue un danno economico che si ripercuote sull’investimento iniziale ed inficia anche lo stesso potenziale genetico del soggetto.

 

Principi base dello svezzamento

- difesa del vitello dagli agenti patogeni

- colostro nelle prime ore di vita
- ambiente asciutto e pulito

- alimentazione corretta

- latte materno nei primi 2-3 mesi
- acqua sempre disponibile
- fieno e mangime dal 7°-10° giorno

- difesa dalla competizione degli adulti

- box vitelli separato

Chi ben comincia è a metà dell'opera, quindi?

Lo si può ben dire e se questo vale per tutta la fase di svezzamento, vale ancor più per le prime ore di vita nelle quali il vitello riceve il colostro materno, un alimento insostituibile, un concentrato di anticorpi.

Perchè il colostro è così importante?

La trasmissione dell’immunità nei ruminanti è passiva. Durante la vita fetale gli anticorpi non passano dalla madre al feto, il vitello li riceve quindi esclusivamente dal colostro, dopo la nascita. Possiamo dire che il vitello nasce indifeso, alla mercè dei patogeni esterni, il colostro è il suo “vaccino” naturale contro i microrganismi nocivi.
Gli anticorpi chimicamente sono immunoglobuline, molecole molto grandi che normalmente non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, ma nelle prime 4-6 ore di vita questo è possibile. In questo breve momento, infatti, la mucosa intestinale del vitello è particolarmente lassa, con aperture sufficientemente ampie per consentire agli anticorpi del colostro di passare. La chiusura di questi pori intestinali è un processo rapido e progressivo, per cui prima si agisce e meglio è. A mò di battuta un bicchiere di colostro dopo mezz'ora dal parto è meglio di un litro dopo 6 ore.
Un vitello  che non assume colostro non ha difese e si espone a rischi sanitari, in particolare diarree,  e può morire. C’è quindi un rischio economico incredibile per l’allevatore.
Oltre a favorire la suzione immediata del colostro dalla madre, è opportuno avere una piccola banca del colostro per i casi di emergenza: basta una bottiglia nel congelatore, da rinnovare ogni 6 mesi, prodotta con colostro delle vacche più mature dell’azienda, che hanno un patrimonio anticorpale ampio, in grado di competere con la popolazione microbica dell’allevamento.
E’ una questione che coinvolge il benessere e la futura carriera dell'animale. Le patologie enteriche neonatali possono creare alterazioni della capacità digestiva e comprometterne le capacità di assorbimento dei nutrienti della dieta, con pesanti ricadute sulle  performances, riducendone l’accrescimento.

Box vitelli: una esigenza reale o un lusso?

É importante che i vitelli abbiano uno spazio dedicato, dove possono trovare tutti gli alimenti sempre disponibili e si possano coricare all'asciutto. É tutt'altro che un lusso, anzi, è fondamentale perché i vitelli sono gli animali più esposti, hanno meno difese immunitarie quindi l’ambiente deve essere il più sano possibile.
Ambiente sano = animale sano, cala l’impiego di medicinali con risparmio economico e miglioramento del benessere. Ed è anche una questione d’immagine nei confronti dei consumatori.
Assolutamente da evitare sono i box piccolini posti sul retro corsia nelle stalle a posta fissa, ricettacolo di deiezioni e di patogeni e causa di non pochi problemi di salute dei vitelli.
La fantasia può suggerire le soluzioni più valide ed economiche, non occorrono investimenti faraonici, basta un'area preclusa alle vacche, che va mantenuta pulita ed asciutta: un investimento che porterà i suoi frutti nei mesi successivi.


Alimentati: latte materno fino a quando?

Il latte è un ottimo alimento, necessario nei primi giorni di vita, porta nutrienti utili e acqua, ma da solo non basta. Lo scopo dello svezzamento è attivare al più presto il rumine del vitello. Il latte, attraverso la doccia esofagea, una sorta di canale, salta il rumine ed i pre-stomaci ed è convogliato direttamente nello stomaco. Fieno e mangime sono indispensabili, i loro principi nutrizionali stimolano la crescita dei batteri buoni del rumine e lo rendono fisiologicamente funzionale. Si attivano in questo modo anche le difese immunitarie endogene, con importanti riflessi sulla salute ed il benessere dell'animale.
Dal 7°-10° giorno di vita in poi il vitello deve disporre di acqua, foraggio e concentrato. Importante la disponibilità di acqua, se il vitello non beve non mangia! Serve poi un buon fieno, sano, con una fibra che si degradi facilmente ed un mangime che apporti energia e proteina facilmente digeribile.
É buona regola anche che i piccoli vadano con quelli che già mangiano, perché li imitano ed iniziano prima a mangiare.

Mangime e fieno da subito: e i costi di allevamento?

Uno svezzamento ben fatto aumenta gli utili, non i costi, perchè pone il vitello nelle migliori condizioni di crescita e di ingrasso e gli consente di esprimere tutto il suo potenziale genetico.
Col passare dell'età, infatti, diminuisce l'efficienza alimentare, aumenta la quota per il sostentamento e diminuisce quella per l'accrescimento.
In termini economici conviene quindi puntare sulla precocità di crescita e raggiungere più presto possibile il peso di macellazione: si migliora l'efficienza tecnica ed economica e si dispone anche di una certa elasticità nei tempi di vendita, il che consente di far fronte alle inevitabili fluttuazioni di mercato. Un vitellone di 6 quintali a 13-14 mesi di età può aspettare sicuramente di più di uno che raggiunga lo stesso peso a 17-18 mesi di età. Il riquadro che segue riassume i conti economici ed i confronti tra svezzamento e successiva fase di ingrasso.

 

Facciamo due conti ...
svezzamento ingrasso
- durata   4-6 mesi - durata   15-16 mesi
- peso    180-240 kg - peso   600-650 kg
- costo   130-190 € - costo   580-700 €
Costo medio: 160 € Costo medio: 640 €

160 € contro 640 € = 1/5 del totale

210 kg contro 625 kg = 1/3 del totale


Come si vede dal riquadro, il costo dello svezzamento è modesto rispetto al costo totale di produzione del vitellone. Un risparmio in questa fase, che può agire solo sugli alimenti, compromette la buona preparazione dell'animale per l'ingrasso, ne allunga i tempi ed i rischi, in conclusione aumenta i costi.
Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento è possibile contattare  il dott. Alessio Moretta direttamente presso l'A.P.A. di Torino (tel. 335-5687626).

 

Alessio Moretta (tecnico APA Torino)
Marco Bona (Anaborapi)