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La Selezione funziona?

I risultati nei macelli e negli allevamenti del Libro Genealogico di Marco Bona

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La passione per la montagna mi portava da ragazzo ad organizzare nel tempo libero gite e arrampicate nelle vallate cuneesi. L'incognita meteorologica era una costante e le previsioni meteo dell'epoca, curate dall'allora famoso colonnello Bernacca, lasciavano ampi spazi all'incertezza: “variabile” era l'aggettivo più frequente ed era spesso il presagio di docce indesiderate. Non restava che confidare nell'esperienza degli anziani con la classica domanda: “nonna, che tempo farà domani?”. La risposta era quasi sempre la stessa: “dumana seira 't lu disu”, come a dire che, nonostante i tanti proverbi popolari (“rosso di sera bel tempo si spera” e via dicendo …), la semplice osservazione del cielo forniva ben poche certezze sull'immediato futuro, tali da sconsigliare qualsiasi “consiglio” al nipote.

La situazione oggi è ben diversa, quella che era una disciplina incerta e quasi “balbettante” si è tramutata in una scienza credibile e affidabile, oggi le previsioni meteo “ci beccano”. Cosa è cambiato? E' successo che i meteorologi hanno sviluppato modelli di previsione matematico-statistici via via più precisi, in grado di descrivere sempre meglio i complessi fenomeni dell'atmosfera che ci circonda.

Cosa centra il tempo meteorologico con la selezione genetica, direte voi? Centra eccome, perchè i principi statistici su cui si basano le due discipline hanno molti punti in comune. In entrambi i casi si punta a “conoscere” o meglio a stimare qualcosa che non si vede, che non è ancora manifesto, per orientare le scelte in anticipo. Apprezziamo tutti la precisione sempre crescente delle previsioni meteo, ormai basiamo su di esse la scelta di una gita in montagna o al mare e in ambito più prettamente agricolo valutiamo in base ad esse quando iniziare la fienagione o la semina.

Molto meno evidenti sono i risultati della selezione, stemperati nel quotidiano delle attività agricole e distribuiti nel tempo. Sui risultati dell'allevamento, poi,  non agisce solo la genetica, possiamo anzi dire che prevalgono decisamente gli elementi contingenti, la qualità dei foraggi, l'andamento del tempo meteorologico (altro legame tra le due discipline), le situazioni gestionali e sanitarie della stalla, l'andamento dei mercati e via dicendo. Quanti allevatori hanno il tempo di fermarsi a calcolare quanto sono cresciuti i vitelloni nell'ultimo anno o quanti parti facili e difficili si sono verificati nell'allevamento?

E' necessario allora uno sguardo d'insieme per cercare di misurare i risultati che il miglioramento genetico ha prodotto. Lo facciamo osservando i dati di macellazione e le percentuali di parti facili e difficili,  registrati rispettivamente nei macelli e negli allevamenti del Libro Genealogico.

Risultati al macello

Partiamo dai dati di macellazione: grazie alla collaborazione dell'A.P.A. di Cuneo abbiamo potuto esaminare i pesi rilevati dalla Compral, la cooperativa degli allevatori cuneesi, una delle realtà più significative del mercato della carne piemontese, che ringraziamo sentitamente per la collaborazione. Si tratta di una serie di misurazioni effettuate presso i macelli, in un ambito indipendente dalla nostra associazione. L'insieme di dati forniti è significativo, oltre 18000 pesi di vitelloni iscritti al Libro Genealogico macellati negli ultimi tre anni. Non abbiamo fatto sofisticate elaborazioni statistiche ma ci siamo limitati a suddividere i vitelloni che avevano per padre un toro aziendale da quelli che avevano invece un padre toro di F.A. ed abbiamo calcolato il peso medio dei due gruppi di animali.

Come si vede dal grafico, i figli dei tori di F.A. pesano 50 kg più dei figli di tori aziendali, 671 kg rispetto a 621 kg a pari età. Detto in altro modo, i figli dei tori F.A. raggiungono il peso di maturazione un mese e mezzo prima degli altri. Considerando gli attuali prezzi di 3,3 - 3,4 euro/kg significa 170 euro in più per ogni animale !

I tori di F.A. sono frutto del miglioramento genetico, realizzato attraverso lo schema selettivo, gli indici genetici, il Centro di Performance Test di Carrù. I tori aziendali sono scelti più spesso secondo criteri morfologici e solo in parte genetici, anche perchè dispongono di meno informazioni. La differenza è significativa e si ripercuote non solo sul peso di macellazione ma anche sull'età di inizio dell'attività riproduttiva delle manze: le figlie dei tori di F.A. sono in grado di anticipare il primo parto di 2-3 mesi. L'impatto economico complessivo è decisamente elevato, non meno di 15 milioni di euro di produzione lorda vendibile in più !

Risultati negli allevamenti

La Razza Piemontese si valuta, oltre che sui risultati produttivi, anche sul piano riproduttivo. Cosa possiamo dire sotto il profilo dei parti? Il dato proposto deriva dalle rilevazioni fatte dagli allevatori del Libro Genealogico durante i normali controlli mensili. Anche in questo caso, come già per i pesi di macellazione, è un dato indipendente, ogni allevatore registra e dichiara quello che osserva nel suo allevamento. I risultati sono anche in questo caso semplici medie matematiche, senza alcuna elaborazione statistica.


In 7 anni, dal 2004 ad oggi, i parti difficili nelle primipare sono diminuiti di un terzo, 1000 parti difficili in meno ogni 10000 manze. Sulle vacche il dato è analogo, con percentuali ovviamente più basse, ma con un effetto globale ancora più significativo, dato il numero di bovine: 6000 parti difficili in meno ogni 100000 vacche. In totale circa 10000 parti difficili in meno sulla popolazione vivente di bovine Piemontesi, numeri che parlano da soli !

Siamo partiti non a caso dal 2004 perchè è l'anno in cui iniziano a concretizzarsi gli effetti del nuovo schema selettivo inaugurato alla fine degli anni '90, un modello scientifico che,  tenendo conto dei vincoli genetici tra i caratteri e delle esigenze tecniche ed economiche degli allevatori, ha introdotto gli indici genetici sui parti ed ha loro assegnato il giusto peso negli indici di selezione.

Come per le previsioni del tempo, possiamo dire che la selezione funziona e “ci becca”, ha richiesto parecchia dedizione e studio, non è certo frutto di improvvisazione bensì di conoscenze scientifiche, di affinamenti successivi e di continue verifiche, ma permette agli allevatori di affrontare con un valore aggiunto in più le sfide che l'attuale crisi economica pone davanti, senza facili trionfalismi ma con un po' di fiducia nei propri mezzi.

Solo 20 anni fa la Razza Piemontese era poco conosciuta in Italia e nel mondo, al più associata a scarsi accrescimenti e difficoltà di parto. Oggi la situazione si è ribaltata, la nostra Razza è conosciuta ed unanimemente considerata una razza d'élite tra le razze da carne internazionali, il solo nome “Piemontese” evoca l'immagine di qualità, merito del miglioramento ottenuto e della promozione con cui i nostri allevatori hanno saputo proporla al mondo intero.

Marco Bona