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Elementi di zoognostica sulla Piemontese

Nella descrizione degli animali è sempre necessario indicare la posizione di quanto viene descritto e, a tale scopo, si fa riferimento a piani teorici. Il corpo degli animali può essere diviso in due parti simmetriche da un piano sagittale mediano.

La simmetria non va intesa in senso assoluto in quanto le due parti del corpo non si corrispondono perfettamente per lo spostamento che vari organi hanno subito durante lo sviluppo. Oltre al piano di simmetria ne consideriamo altri sei che circoscrivono come in un parallelepipedo il corpo dell’animale: due laterali, uno dorsale, uno ventrale, uno craniale ed uno caudale, da cui i termini corrispondenti.

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Un organo dicesi laterale quando è posto a destra o a sinistra del piano di simmetria. Un organo laterale dicesi mediale rispetto ad un altro pure laterale, quando è più vicino al piano mediale. I termini dorsale, ventrale, craniale e caudale sono sinonimi rispettivamente di superiore, inferiore, anteriore e posteriore. Ciò per quanto riguarda il tronco.

Negli arti si hanno i termini di prossimale o distale per indicare parti dell’arto più vicine o più lontane alla radice dell’arto. Per la parte distale dell’arto il termine dorsale è corrispondente ad anteriore, mentre il termine volare a posteriore; ed ancora si distingue la parte mediale da quella laterale.

Nella testa ciò che è posto anteriormente dicesi orale; aborale ciò che è posteriore.

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Il corpo dell’animale viene diviso, a scopo di esame della conformazione esteriore, in 5 regioni:

  1. TESTA
  2. COLLO
  3. TRONCO: in cui si distinguono le parti anteriore - superiore - laterali - inferiore
  4. ARTI ANTERIORI
  5. ARTI POSTERIORI

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1. TESTA

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È costituita da diverse regioni, tra cui meritano di essere ricordate:

SINCIPITE (a) base anatomica: margine superiore delle ossa frontali alla cui estremità sono collocate le cavicchie ossee che danno sostegno alle corna. In questa regione il pelo è normalmente più lungo e più grossolano e forma un piccolo ciuffo che conserva quasi sempre il colore fromentino.

FRONTE (b) base anatomica: ossa frontali; la fronte nella Piemontese è piana e lievemente depressa fra le arcate orbitali prominenti.

NASO (c) base anatomica: ossa nasali; il naso è largo e corto, diritto, con narici ampie.

GOLA (d) base anatomica: laringe.

MUSELLO (e) regione compresa tra labbro superiore e narici su cui si distingue nettamente la presenza o meno di pigmentazione. Nella Piemontese il musello deve essere largo e di colore ardesia.

GUANCE (f) base anatomica: faccia esterna dell’osso mascellare e mandibola.

REGIONE OCULARE (g) comprende l’occhio, le palpebre e le ciglia. Anche in questa zona le mucose ed i peli sono di colore scuro. L’iride è nera.

ORECCHIE (h) base anatomica: è il padiglione auricolare. Nella Piemontese sono di dimensioni medio-piccole con peli al bordo di colore scuro (carattere di razza molto evidente e distintivo).

 

CORNA (i)

sono sostenute dalle cavicchie ossee. Nella Piemontese le corna sono generalmente di piccole dimensioni, nere fin verso i 20 mesi, mentre negli adulti si presentano giallastre alla base, più chiare nel terzo medio e nere all’apice. Il vitello nasce acorne; poi si forma un bottone mobile (1-2 mesi) che si fissa verso i 6mesi, mentre a nove mesi le corna appaiono lucide e levigate. L’accrescimento è di circa 1 cm al mese fino alla pubertà. A 3 anni compare alla base delle corna un primo anello al quale ogni anno se ne aggiunge uno nuovo. Quindi contando gli anelli ed aggiungendo 2 si stimano gli anni del soggetto (non è un sistema sicuro per valutare l’età in quanto è pratica comune “sfogliare” le corna, cioè staccare con pinze l’astuccio corneo).

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LINGUA

ha funzione tattile ed è utilizzata per la prensione degli alimenti ed aiuta durante la masticazione e deglutizione. Nella Piemontese la parte superiore si presenta normalmente di colore ardesia.

A livello di TESTA i difetti più frequenti sono:

Macroglossia (lingua grossa): è un difetto grave nel vitello che determina l’incapacità di suggere il latte con pregiudizio per la salute dello stesso ed un onere aggiuntivo di lavoro per l’allevatore. La macroglossia è rilevata dai controllori zootecnici ed è oggetto di selezione (sono “stoppati” i tori di I.A. che trasmettono questo carattere).

Ticchio Linguale o Lingua Serpentina: la lingua è spinta all’esterno della bocca ed agitata violentemente in ogni senso; non è un difetto, ma un’abitudine o ticchio che comunque rende l’animale nervoso, svogliato nell’alimentarsi e nel ruminare, con pregiudizio dell’accrescimento. L’animale con ticchio linguale presenta le zone delle guance, ai confini con le labbra, bagnate di saliva.

Brachignatismo: i denti incisivi, a bocca chiusa, non si appoggiano al cercine dentario (ispessimento della gengiva presente a livello della parte incisiva dell’arcata superiore), per effetto di una mandibola troppo corta e/o di un osso incisivo eccessivamente lungo.

Prognatismo: è il difetto inverso, con sviluppo eccessivo della mandibola tale da compromettere la chiusura regolare della rima labiale.

Testa eccessivamente lunga e stretta: è un aspetto negativo una testa lunga e pesante, così come una testa che tende ad essere stretta a livello di musello. La testa non ha nessuna relazione con i caratteri inerenti la produzione di latte. Ha invece una limitata importanza nella produzione di carne, non perché sia in relazione con i caratteri produttivi (accrescimento o muscolosità), ma solo perché rappresenta una tara di macellazione e quindi incide sulla resa al macello (l’incidenza del peso della testa sul peso vivo dell’animale è circa il 4.8%. Per esempio un vitellone di 600 kg di peso vivo ha una testa del peso di 29 kg). I tagli di carne, lingua e testina, sono di 3ª qualità (bolliti).

 

Macroglossia                                                     Torello con Ticchio Linguale

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Brachignatismo                                                      Testa lunga e stretta

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2. COLLO

La base anatomica è costituita dalle sette vertebre cervicali e numerosi muscoli che servono alla flessione, estensione e deviazione di collo e testa. I tagli di carne Brutto e Buono e Tenerone o Reale sono di 2ª qualità (arrosti, bolliti e trita).

Zoognosticamente si distingue in:

MARGINE SUPERIORE: differenziato tra maschi e femmine per la presenza di gibbosità. Nei maschi interi il coppo aumenta di volume con l’età raggiungendo nell’animale adulto ragguardevoli dimensioni. È questa una caratteristica di razza.

MARGINE INFERIORE: occupa tutta la lunghezza la giogaia, una plica cutanea che nella Piemontese è poco sviluppata.

FACCE LATERALI: più o meno convesse in relazione al diverso sviluppo delle masse muscolari. Il collo non ha nessuna relazione con i caratteri inerenti alla produzione di latte ed è una parte non molto importante per lo sviluppo e la conformazione nell’ambito dell’attitudine alla produzione della carne anche perché i soggetti giovani (vitelloni) pronti per il macello hanno appena iniziato lo sviluppo del coppo.

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3. TRONCO

È costituito da diverse regioni zoognostiche, tra cui ricordiamo:

 

PARTE ANTERIORE

PETTO: la base anatomica è costituita da muscoli superficiali e profondi che appoggiano sulle prime sei costole. È delimitato dalla base del collo in avanti, lateralmente dalle punte delle spalle e posteriormente dallo sterno ed è percorso dalla giogaia. Non ha nessuna relazione con i caratteri inerenti alla produzione di latte e per quanto riguarda la carne fornisce tagli – Punta di Petto – di 3ª qualità adatti per bolliti. Nella Piemontese lo sviluppo limitato della giogaia è un aspetto positivo.

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PARTE SUPERIORE

GARRESE: la base anatomica è costituita dalle prime 5-6 vertebre dorsali, dalle cartilagini delle scapole e dai muscoli che si trovano nello spazio tra i processi spinosi ed i processi trasversi delle vertebre (trapezio - romboide - longissimus dorsi). Il garrese è utilizzato per il rilievo della statura. Non ha nessuna relazione con i caratteri inerenti alla produzione di latte (quantità-qualità). Fornisce tagli di 2ª qualità ed il suo sviluppo è correlato alla muscolatura dell’intero tronco. Normalmente nella razza Piemontese esso è piatto, pieno, largo ed orizzontale, ma in alcuni casi le cartilagini delle scapole risultano più alte ed il garrese appare infossato.

 

DORSO: la base anatomica è costituita dalle restanti 7 - 8 vertebre dorsali ed i muscoli che trovano spazio tra i processi spinosi (trapezio - romboide - longissimus dorsi, spinosi e interspinosi). Non vi è nessuna relazione degli aspetti dimensionali o di direzione con la produzione di latte. Notevole importanza assume la dimensione e, soprattutto, lo sviluppo muscolare, nei confronti dell’attitudine alla produzione di carne. I muscoli del dorso forniscono tagli di 1ª qualità (costata). In particolare il muscolo longissimus dorsi, che è il più grosso ed il più lungo muscolo pari, posto esternamente al costato tra le apofisi spinose e le costole, è anche indicativo della carnosità della carcassa. Quando la muscolosità è particolarmente abbondante il dorso può apparire doppio, con un solco nella porzione mediana. Sono state proposte diverse modalità di misurazione per definire la superficie di questo muscolo a livello della 11ª-12ª vertebra dorsale ai fini di valutare la quantità di carne prodotta e sempre in questa posizione viene prelevato il taglio campione da utilizzarsi per le analisi da effettuarsi sulle carni. Al fine di limitare il danno economico del campionamento, recenti test hanno utilizzato campioni provenienti dal taglio tra la 5ª e la 6ª vertebra toracica.

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Spesso si dà eccessiva enfasi alla mancanza di rettilineità di questa zona dorsale; essa è un fattore estetico e non in relazione con le attitudini produttive; quando però la mancanza di rettilineità è massima si può intravedere la presenza di difetti specifici che interessano anche i lombi (linea dorso-lombare):

  • lordosi o dorso insellato (concavo)
  • cifosi o dorso di mulo (convesso).

 

LOMBI: hanno come base anatomica le 6 vertebre lombari ed i muscoli che trovano spazio tra i processi spinosi e trasversi delle vertebre (sottofiletto o controfiletto) oltre agli spinosi e interspinosi. Si aggiungono, inoltre nella parte sottostante le vertebre, i muscoli sottolombari (psosas, iliaco, quadrato dei lombi) importanti in quanto rappresentano il cosiddetto Filetto, il taglio di carne più pregiato. L’aspetto dei lombi non ha nessun legame con i caratteri inerenti alla produzione di latte (quantità e qualità), mentre sono molto importanti per la produzione della carne, in modo particolare per l’aspetto relativo allo sviluppo dimensionale e muscolare in quanto forniscono tagli di 1ª qualità (filetto e sottofiletto o lombata). Anche per i lombi vale quanto detto per il dorso visto che queste due regioni vengono valutate simultaneamente, sia per la muscolosità sia per l’aspetto estetico inerente la rettilineità della parte superiore del tronco. I difetti specifici della linea dorso-lombare possono quindi essere richiamati anche in questa sede (cifosi e lordosi).

GROPPA: ha come base anatomica il sacro ed i due coxali. Ciascun coxale è formato dalla fusione di tre ossa distinte:

a) ileo: posto cranialmente e la cui ala costituisce la base scheletrica della sottoregione dell’anca;

b) ischio: situato caudalmente e ventralmente rispetto all’ileo, rilevabile all’esterno per la tuberosità ischiatica;

c) pube: posto cranialmente rispetto all’ischio e ventralmente rispetto all’ileo. In questa regione troviamo i muscoli interni rispetto alla pelvi (gli psoas) ed esterni (i glutei) e prendono attacco il lungo vasto, il semitendinoso ed il semimembranoso (muscoli della natica e della coscia). Fra i legamenti è di particolare interesse il sacro-ischiatico che completa lateralmente il bacino, inserendosi con un capo sul margine laterale del sacro e con l’altro sulla tuberosità ischiatica e che in prossimità del parto rilasciandosi, forma due profonde incavature lateralmente al sacro.

Non c’è nessuna particolare correlazione degli aspetti di direzione o di dimensione con la produzione del latte, mentre è una regione molto importante per quanto riguarda la produzione della carne in quanto vengono ricavati tagli di 1ª qualità (Scamone). Viene valutata sia sotto l’aspetto dello sviluppo muscolare (in congiunzione con dorso e lombi) sia relativamente alle dimensioni (lunghezza, larghezza) sia alla direzione.

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Tra i difetti della GROPPA si possono ricordare:valutaz morfologiche

Spina sacrale sopraelevata: il difetto della spina sacrale sopraelevata è conosciuta anche con il termine attacco di coda alto; è un difetto più estetico che funzionale; in effetti non ci sono evidenze sperimentali di eventuali effetti negativi sulle performance degli animali, nè sui caratteri legati alla produzione della carne né su quelli legati alla difficoltà di parto. Il carattere può essere un indice di ossatura pesante, grossolana.

Groppa stretta agli ilei: i soggetti che presentano le tuberosità iliache ravvicinate denotano uno scarso sviluppo scheletrico.

Groppa stretta agli ischi: anche i soggetti che presentano le tuberosità ischiatiche ravvicinate denotano uno scarso sviluppo scheletrico.

Groppa mulattina: i soggetti presentano una notevole inclinazione della linea che congiunge la tuberosità iliaca a quella ischiatica.

Groppa spiovente: i soggetti presentano un’inclinazione eccessiva della linea che congiunge la tuberosità sacrale a quella iliaca.

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PARTI LATERALI

COSTATO: ha come base anatomica le coste a partire dal 6° paio fino al 3° paio ed i muscoli grande dorsale ed intercostali interni ed esterni. Non ha particolare rilevanza per quanto concerne la produzione del latte e neanche per quanto riguarda la produzione della carne: infatti i tagli di 3ª qualità – Biancostato e Scaramella – si utilizzano per bolliti. Ha invece importanza ai fini dello sviluppo degli animali e quindi della mole: si valuta infatti l’ampiezza sia in senso verticale (profondità) e sia orizzontale (larghezza del torace). Quello della mole (dimensione dei soggetti da adulti) è un obiettivo di selezione che rispetto al passato è diventato meno importante e che anzi può incidere negativamente in quanto produce un aumento dei fabbisogni di mantenimento degli animali.

I difetti estetici che si possono trovare sono:

  • Vuoto retroscapolare: depressione subito dietro le scapole.
  • Cinghiatura: vuoto esteso lungo tutto il torace, come se fosse applicata e stretta una cinghia attorno al tronco subito dietro le spalle. È indice di scarso sviluppo del torace e di una non buona attaccatura delle spalle al tronco.

FIANCO: ha come base anatomica la tunica addominale ed i muscoli dell’addome (non ha base ossea); si possono distinguere tre sottoregioni:

  • fossa o cavo = parte superiore confinante con i lombi
  • fuggente = parte inferiore confinante con l’addome
  • corda = parte intermedia costituita dal fascio di muscoli “obliquo dell’addome”.

Non ha nessuna rilevanza con i caratteri che definiscono la produzione del latte o della carne (tagli di 3ª qualità). Questa zona presenta aspetti interessanti in quanto dal suo esame è possibile rilevare il tipo di respiro e la frequenza respiratoria (che normalmente è di 2- 8 atti respiratori al minuto). Inoltre sul fianco sinistro si possono osservare le cicatrici lasciate dal taglio cesareo e nella fossa del fianco quelle lasciate dal “trequarti”, attrezzo utilizzato nei casi dimeteorismo acuto.

 

PARTE INFERIORE

STERNO: ha come base anatomica lo sterno, le cartilagini costali ed i muscoli pettorali. Non hanno interesse nè per la produzione del latte nè per quella della carne.

ADDOME: ha come base anatomica la tunica addominale ed i muscoli dell’addome. Nella porzione mediana si trova l’ombelico (in corrispondenza della 3ª vertebra lombare) conseguente alla caduta del cordone ombelicale. Nei tori dietro ad esso è collocato il prepuzio fornito di peli (pisciolare) con funzione di protezione del pene. Nelle vacche, in questo punto, sono ben sviluppate, ed evidenti, due vene sottocutane e addominali che dalla mammella anteriore si dirigono verso lo sterno dove entrano nel torace attraverso due fori della tunica addominale dette “fontane del latte”. Questa zona non ha nessun rilievo ai fini della produzione del latte e ha una modesta importanza nella produzione della carne (tagli di 3ª qualità).

Hanno importanza in questa sede le ernie:

  • ombelicali = estroflessione di ansa intestinale dall’ombelico;
  • intestinali = estroflessione di ansa intestinale attraverso lacerazione dei muscoli addominali. Anche in questa regione, a confine con il fianco, si possono trovare delle cicatrici del taglio cesareo.

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MAMMELLA: ha come base anatomica quattro ghiandole tubulo-alveolari detti quarti, riuniti in un’unica massa assieme a tessuto connettivo e adiposo sostenuti dall’apparato sospensore (legamenti); ogni quarto è provvisto di capezzolo. Durante la vita fetale è presente anche nei maschi, ma in questi regredisce e in qualche caso rimangono due capezzoli atrofici a livello dello scroto. Ha grande rilevanza ai fini della produzione di latte. Ha invece poca importanza ai fini della produzione di carne. Una mammella, anche per una razza da carne, dovrebbe avere attacchi larghi e non essere pendula, non eccessivamente sviluppata, con capezzoli di corretta dimensione e giustamente distanziati tra loro. Essendo la selezione della Piemontese indirizzata verso la produzione della carne, la morfologia della mammella non è più considerata nella valutazione morfologica.valutaz morfologiche Si prende in considerazione come difetto un ridotto volume.

SCROTO: occupa nei maschi la stessa posizione occupata dalla mammella nelle femmine; è formato da una borsa scrotale contenente i testicoli. Ha rilievo solo nei riproduttori: i testicoli devono essere ben discesi e presenti entrambi nella borsa scrotale. Tra i difetti si ricorda il monorchidismo e il criptorchidismo nel caso in cui uno od entrambi i testicoli non siano discesi, ma siano contenuti all’interno dell’addome. Nel caso di animali castrati – con tenaglie di Burdizzo o attraverso operazione chirurgica – lo scroto si presenta di dimensioni minori e con testicoli atrofici. Negli animali castrati molto giovani, con l’elastico, gli abbozzi non saranno presenti. La pelle dello scroto è rosea con eccezione della punta che è nera ed è coperta da peluria rada e fine. Riguardo le misure effettuate nel Centro Genetico sui torelli in prova di un anno di età, la circonferenza scrotale risulta essere mediamente di 33,5 cm (i valori minimi sono di 25 cm ed i massimi di 43). Essa risulta essere correlata fortemente con il peso corporeo.

PERINEO: è la parte sovrastante il margine superiore della mammella o dello scroto.

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VULVA: è il vestibolo delle vie genitali femminili e nello stesso tempo sbocco delle vie urinarie. È posta ventralmente all’ano, sullo stesso piano verticale. Nei soggetti adulti il colore della mucosa esterna è nero o grigio-ardesia. Nei soggetti giovani invece il colore della mucosa è variabile, ma tendenzialmente roseo.

ANO: ha come base il muscolo sfintere anale. Il colore della mucosa è nero o grigio-ardesia, ma possono essere presenti delle depigmentazioni con mucosa rosea. Nei soggetti giovani la mucosa ha colorazione variabile, ma tendenzialmente rosea.

CODA: ha come base anatomica le vertebre caudali ed i muscoli coccigei che ne determinano il movimento. È formata da un fusto e termina con un “fiocco” o “nappa”. Alla base della coda troviamo un tasto che indica il grado di ingrassamento dell’animale, detto “cimiero”. La coda è inoltre un punto di osservazione per la determinazione della finezza scheletrica degli animali. Come già rilevato, ha interesse anche se solo estetico, l’attaccatura alla groppa. Il fiocco della coda è di colore nero o grigio-ardesia; eccezioni sono rappresentate dalle code dei vitelli giovani stabulati all’aperto: il fiocco può infatti presentare colori variabili dal fromentino al grigio chiaro.

4. ARTI ANTERIORI

Sono suddivisi nelle seguenti parti:valutaz morfologiche

SPALLA (a): ha come base anatomica la scapola ed i muscoli scapolari. Non ha nessun rilievo diretto con la produzione del latte. È relativamente importante per la produzione di carne perché offre tagli di 2ª qualità – Fermo di Spalla o Fesone, Rotondino di Spalla e Arrosto della Vena – utili per bolliti, arrosti e trita. È un punto importante di osservazione per la valutazione della muscolosità anteriore. Ha interesse il rilievo di eccessiva apertura o divergenza delle spalle nelle vacche e nei tori.

BRACCIO(b): ha come base anatomica l’omero ed imuscoli bracciale e bicipite bracciale. Offre tagli di 2ª qualità – Muscolo alteriore.

GOMITO (c): ha come base anatomica l’olecrano (parte terminale dell’ulna ed attacco dei tendini dei muscoli estensori del braccio).

AVAMBRACCIO (d): ha come base anatomica il radio-ulna ed i muscoli estensori e flessori del metacarpo e delle dita.

GINOCCHIO (e): ha come base anatomica le ossa carpiche e relativa capsula articolare.

5. ARTI POSTERIORI

Sono suddivisi nelle seguenti parti:

COSCIA (a): valutaz morfologicheha come base anatomica il femore ed i muscoli femorali. Ha moltissima importanza ai fini della produzione di carne perché fornisce tagli di 1ª qualità – Fesa, Rotonda o Magatello ed Infuori – ed è quindi un punto importante di osservazione per la valutazione della muscolosità posteriore. Non ha relazione con la produzione del latte, anche se un notevole sviluppo muscolare della coscia non lascia molto spazio allo sviluppo dell’apparato mammario.

NATICA (b): ha come base anatomica i muscoli semimembranosi e semitendinosi. Per quanto riguarda la produzione di carne è molto importante perché fornisce tagli di 1ª qualità.

GRASSELLA (c): ha come base anatomica l’articolazione femoro-tibiorotulea che si riunisce al fianco mediante plica cutanea (plica della grassella).

GAMBA (d): la sua base anatomica è formata dalla tibia, fibula e muscoli estensori e flessori di metatarso e dita.

GARRETTO (e): ha come base anatomica l’epifisi inferiore della tibia, l’osso malleolare e ossa tarsiche con relativa capsula articolare.

PARTI COMUNI TRA GLI ARTIvalutaz morfologiche

STINCO:

a) anteriore: ha come base anatomica il metacarpiano principale e accessorio laterale;

b) posteriore: ha come base anatomica il metatarsiano principale.

Entrambi rappresentano un punto di osservazione della finezza o grossolanità dell’animale in quanto sono regioni dove la base anatomica ossea è a ridosso della pelle e quindi ben evidente.

NODELLO: la base anatomica è formata dall’articolazione metacarpo (metatarso), falange e capsule articolari. Ha come caratteristica la presenza posteriore di due appendici cornee, detti unghielli.

PASTORALE O PASTOIE: ha come base scheletrica le due prime falangi.

CORONA: è una parte di limitatissimo sviluppo. Ha per base anatomica le due seconde falangi (parte superiore).

PIEDE O UNGHIONI: ha come base anatomica la parte inferiore delle seconde falangi, le terze falangi e le due ossa sesamoidee.valutaz morfologiche

Nella razza Piemontese i difetti, negli animali giovani, che riguardano gli ARTI sono:

Artrogrifosi: interessa i vitelli dalla nascita, fino a qualche mese di età; si manifesta con una postura anomala ed una difficile deambulazione dovuta ad una contrattura dei tendini. Il vitello staziona in piedi appoggiando l’arto con la faccia anteriore del nodello oppure puntando gli unghioni. Si possono riscontrare gravità diverse (in alcuni casi è necessario operare il vitello). Interessa normalmente gli arti anteriori e meno frequentemente quelli posteriori. Il difetto con l’età tende a scomparire e l’animale adulto presenterà appiombi regolari.

Negli animali adulti:valutaz morfologiche

Aperti sul davanti: in vista frontale l’animale in postura presenta gli arti eccessivamente distanti e la deambulazione è disarmonica o difficoltosa. Può interessare animali giovani (torelli di anno) oppure animali adulti (vacche vecchie in posta fissa).

Ginocchi arcati in avanti: interessa in modo particolare i vitelloni all’ingrasso. I soggetti presentano, in stazione, i ginocchi arcati e l’andatura è difficoltosa. Tale difetto è meno presente nel bestiame femminile.

Arrembatura arti posteriori: quando nell’arto posteriore il nodello è piegato in avanti ed il pastorale ha un angolo col terreno maggiore di 90º (foto a lato).

Pastoie deboli: quando il pastorale presenta un angolo col terreno molto piccolo. Può interessare sia le pastoie anteriori sia quelle posteriori.

Arti posteriori arcati (a x): quando i garretti sono ravvicinati mentre gli unghioni poggiano in terra distanti tra loro.

Arti posteriori arcati: nel caso in cui i garretti sono arcati verso l’esterno.

Arti posteriori falciati: quando l’angolo al garretto è eccessivamente chiuso. È visibile soprattutto nelle vacche vecchie allevate in stalla a posta fissa.